74° anniversario della Battaglia di Megolo

Carlo Antibo, Filippo Maria Beltrami (medaglia d’oro al valor militare), Bassano Paolo Bressani, Aldo Carletti, Gianni Citterio (medaglia d’oro al valor militare), Angelo Clavena, Bartolomeo Creola, Antonio Di Dio (medaglia d’oro al valor militare), Cornelio Gorla, Paolo Marino, Gaspare Pajetta (medaglia d’argento al valor militare), Elio Toninelli, sono questi i nomi dei 12 uomini che nella fredda mattina del 13 febbraio di 74 anni fa hanno perso la vita per mano delle forze nazi-fasciste a Megolo, un piccolo paese in Val d’Ossola.
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate li, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra Costituzione”. Con queste parole Piero Calamandrei nel 1955 esortava un pubblico di studenti universitari a non dimenticare chi, sacrificando la propria vita, aveva donato loro la libertà di cui godevano.
E così, da 74 anni, la popolazione del Verbano Cusio Ossola si sente in dovere di onorare la memoria di quei giovani uomini che, guidati dal Capitano Beltrami, divennero dei veri e propri eroi della Resistenza nei soli 6 mesi di attività della “Banda Beltrami”.
Le commemorazioni si sono aperte martedì 13 febbraio, giorno dell’anniversario della battaglia di Megolo, con due funzioni religiose in suffragio ai caduti, la prima in mattinata nella Chiesa Parrocchiale di Cireggio e la seconda presso la Chiesa di San Lorenzo di Megolo alle 20.00. Seguiranno due eventi venerdì 16 febbraio a Pieve Vergonte, dove vi sarà un concerto della “Band del Pian Cavallone” alle ore 21.00 presso il Centro Culturale Massari, e a Omegna dove alle ore 21.00, nei locali della Biblioteca Civica, si terrà lo spettacolo teatrale “Le rotaie della memoria” della Compagnia Eco di Fondo. Sempre ad Omegna domenica 18 febbraio, dopo la Santa Messa in suffragio ai caduti che si terrà presso la Chiesa Parrocchiale alle ore 9.00, partirà il tradizionale corteo per le vie cittadine che porterà al Cinema Teatro Sociale dove, alle ore 11.00, la commemorazione ufficiale verrà affidata alle parole al Dott. Nino Boeti, Vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte. La giornata si concluderà a Megolo in piazza San Lorenzo con testimonianze di partigiani, orazioni ufficiali e la deposizione di una corona floreale al Cippo del Cortavolo, il luogo dove il Capitano Beltrami e i suoi uomini persero la vita.
Filippo Maria Beltrami, il giovane architetto milanese che aveva aderito con tanto entusiasmo alla causa partigiana, rappresentava il riscatto di quella classe borghese che fino ad allora era rimasta lontana dagli interessi collettivi. Condusse fin dal principio una lotta alla luce del sole e proprio per questo era amato dal popolo. Beltrami e la sua banda appartennero al primo tempo della lotta partigiana, a quel periodo definito “romantico”, che proprio per la presenza di figure simili può essere descritto come un tempo leggendario, epico ed avventuroso, chiusosi con una morte che sa di canzoni di gesta. Le vicende che coinvolsero Beltrami e la sua banda furono oggetto dell’attenzione di personaggi del calibro di Gianni Rodari, Eugenio Montale, Cesare Pavese, Piero Calamandrei e Franco Antonicelli che si sentirono in dovere di porgere un rispettoso tributo in ricordo di quegli uomini divenuti eroi.
“Ai giovani, per poter avere nuove idee, occorre conoscere le vecchie dal cui ceppo, se ancora verde e rigoglioso, potranno maturare nuovi pensieri”, queste parole, scritte dal Capitano Beltrami in una lettera indirizzata a Filippo Sacchi, sono un monito alle nuove generazioni perché imparino ad essere più attente al presente e a non permettere che gli errori del passato vengano commessi di nuovo, in modo da essere degni discendenti di quei Filippo Maria Beltrami che per un ideale, per la libertà, sacrificarono la loro vita.

di Filippo Ardizzi

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