Il Quartiere delle Fate

Il Quartiere delle Fate

22 Feb 2018 0 Di il cosmo

Alla scoperta di Coppedè, un vero gioiello architettonico

“Ti invidio turista che arrivi, t’imbevi che fori e de scavi, poi tutto d’un tratto te trovi Fontana di Trevi che è tutta per te” cantava il compianto Lando Fiorini e aveva ragione.
Il bello di Roma, infatti, è che è tutta da scoprire: ogni angolo ha una storia da raccontare, basta avventurarsi tra i vicoli, perdere lo sguardo sui tetti al tramonto e passeggiare. Vedrete passarvi davanti il mondo.
Allontanandosi dalle bellezze da cartolina del centro, si possono scoprire dei veri tesori, mondi nei mondi, come il quartiere Coppedè, che prende il nome dall’architetto che ha l’ha costruito. Situa to nel cuore del quariere Trieste, Coppedè è nient’altro che una serie di case che unisce stile Liberty, neoclassico e barocco con un eclettismo unico nel suo genere, eccessivo, ridondande, che radicalizza la moda dei primi del ‘900 creando un vero e proprio mondo altro nel quale addentrarsi. Si entra nel quartiere da via Tagliamento dove, passando sotto un palazzo maestoso con struttura a ponte, guardando in alto ci si trova sotto un grande lampadario, davvero insolito per un esterno e si arriva in piazza Mincio, nel fulcro del quartiere. Qui, attorno alla Fontana delle Rane, si affacciano palazzi e Ville dalla bellezza unica, come il Villino delle Fate che dà il soprannome al quartiere o un grande palazzo senza nome dall’ingresso così spettacolare da aver fatto da sfondo ad una scena di un film di Dario Argento. Vi ricordate Eleonora Giorgi che entra sotto la pioggia in biblioteca nel film Inferno? Ecco, quel portone che vediamo, non è quello della bibloteca filosofica, ma di questo palazzo che si affaccia su piazza Mincio. Dal vivo, vi dirò, è ancora più affascinante! Il quartiere è un tripudio di simbologia e dettagli inaspettati, basta fare una passeggiata tra le sue vie per rendersene conto. Si passa dal fascino fiabesco di alcuni villini, al mood esoterico e oscuro di certi angoli. Infatti, il quartiere, non ha fatto gola solo a Dario Argento, ma se siete un
po’ appassionati di horror lo potrete riconoscere nella miniserie degli anni ‘90 “Voci Notturne” di Pupi Avati e in una delle scene iniziali di “Omen – il presagio”. E c’è una chicca anche per gli appassionati di musica: si dice che i Beatles, dopo la serata al Piper nel 1965 si siano buttati nella fontana delle rane e vi abbiano fatto il bagno.
Insomma, il consiglio è quello di abbandonare i percorsi più battuti dai turisti e di addentrarsi tra bellezze di Roma segrete ed insolite.
Parola d’ordine: perdersi. Ma attenzione, ve ne innamorerete
facilmente, Roma è la più infida delle amanti.

di Olivia Balzar