Lara Orrico, il “broccolo” che vive a Berlino

22 febbraio 2018 0 Di il cosmo

Nome: Lara
Anni: 26
Percorso di studio:
Dopo un diploma socio-psico pedagogico, ho frequentato il corso triennale di Illustrazione e Animazione dello IED (Istituto Europeo di Design). Essendo originaria di un paesino in provincia di Cuneo (Savigliano) ho frequentato il primo dei tre anni presso la sede di Torino, per poi trasferirmi a Milano, dove ho concluso i rimanenti due, e dove mi sono poi stabilita per gli anni successivi. Dopo lo IED, ho frequentato per un altro anno un master in Illustrazione Editoriale, dopo il quale ho iniziato collaborazioni freelance come illustratrice, ad alcuni progetti prevalentemente in ambito digital, per alcune app e ebook per bambini.
Hai scelto “Broccolo” come nickname, come è nato?
Il nome risale alla fine dell’ultimo anno di IED, e la sua origine deriva da più elementi. Primo fra tutti, la mia passione-amore- ossessione per il mondo vegetale e i suoi componenti, di cui considero il massimo esponente, per bellezza di forma, colore, e bontà, il broccolo.
(Ne mangio sconsiderate quantità, in continuazione). A questo fattore, se ne sono poi aggiunti col tempo, altri di tipo fisico, ambientale e sociale. Il mio (non sanissimo) colorito, spesso tendente al giallo-verdastro, e il ciuffo-cespuglio di capelli, che ho per anni mantenuto e potato, (che aveva a tutti gli effetti la forma di un broccolo) hanno contribuito nel consolidare in me, questa corrispondenza, e senso di appartenenza. Infine, sostenitrice e promotrice dell’arte del broccolare*, la trasposizione della mia persona in un Broccolo, è stata molto naturale e spontanea, sia per me, che per la gente che mi circondava.
*(termine di uso comune a Milano e provincia, per indicare atteggiamenti
/comportamenti, finalizzati a rimorchiare-baccagliare una persona)
Quando hai deciso di partire e per quale motivi? Perché proprio Berlino?
Non ero mai stata a Berlino fino allo scorso Agosto, quando venni a far visita ad un collega, che da poco vi si era trasferito. Non ne sapevo molto, e non me n’ero fatta un’idea o opinione precisa, ma ne ero tuttavia parecchio incuriosita.
Da tempo infatti, molti amici mi consigliavano e incitavano a visitarla,
ritenendola in sintonia con me, e ciò che mi piace. Ed in effetti così è stato! Una volta finita la vacanza, ho sentito subito la voglia e bisogno di ritornarci. Ci sono tornata altre due volte durante l’anno, per poi decidere di trascorrerci un mese “di prova” lo scorso Luglio, e di proporre durante quel periodo, in giro per la città, me e i miei lavori.
Da allora il mese di prova non si è mai concluso. 🙂
Dopo quanto tempo ti sei ambientata?
Mi ci è voluto veramente (e inaspettatamente) poco, sono infatti stata molto fortunata nel conoscere subito due artisti berlinesi, di cui da tempo seguivo e
apprezzavo i lavori sui social, e che ho contattato, non appena arrivata a
luglio. Si sono dimostrati entrambi estremamente aperti e disponibili, sia
nell’aiutarmi a conoscere luoghi, persone e realtà utili e interessanti, sia nel
voler collaborare con me ad alcuni progetti.
Uno di loro è Pencake, (www.pencake.net) illustratore con il quale tuttora
lavoro e collaboro, e con cui con il tempo è nata anche un’amicizia.
Grazie a lui ho potuto organizzare la mia prima esposizione a Berlino, in un bar a Kreuzberg che lui già conosceva e frequentava, essendo amico dei proprietari, due ragazzi anch’essi molto accoglienti e disponibili. Il secondo si chiama Pablo, è un toy-designer, e con il nome di Goodleg Toys, realizza art toys da collezione. (www.goodlegtoys.de). Anche lui si è dimostrato immediatamente disponibile a darmi consigli e suggerimenti, circa il progetto di art-toys che ai tempi avevo appena cominciato a realizzare e promuovere, e nel fornirmi aiuto e sostegno logistico, nell’allestimento di esposizioni e mercatini.
Quali differenze ci sono con l’Italia a livello lavorativo per i giovani artisti?
Per quanto riguarda la mia esperienza, ho riscontrato un atteggiamento di apertura e condivisione diverso, molto positivo e attivamente predisposto all’aiuto, non finalizzati a tornaconti o vantaggi, ma come una spontanea condivisione di saperi e conoscenze. Non che io mi sia scontrata con chiusure mentali o ostilità in Italia, ma la disponibilità con cui sono stata accolta, sia io che le mie idee e progetti, e con cui soprattutto sono riuscita ad instaurare
collaborazioni, contatti, e amicizie, sono state e sono tutt’ora, superiori rispetto alle mie aspettative, e rispetto alle mie esperienze italiane.
Quali sono i materiali che usi per i tuoi lavori?
Per le illustrazioni parto sempre dalla carta, disegno tutto a matita, e varie penne, pennini, pennarelli, per poi riportare tutto su computer, dove lavoro ulteriormente al tratto, e al colore in digitale, utilizzando software come Photoshop e Illustrator.
Gli art-toys invece, sono realizzati in vetro resina, un materiale plastico in origine liquido, sul quale, una volta solidificatosi, intervengo con colori da modellismo e acrilico, con ritocchi sui particolari e dettagli con smalto trasparente . Per i live-painting, la scelta dei materiali dipende dal tipo di superficie che devo illustrare. Su tele e pannelli, utilizzo i colori acrilici, mentre per le vetrine disegno con dei markers appositi, che è possibile rimuovere con
comuni prodotti per lavare il vetro.

Per ora e in un futuro prossimo mi vedo qui a Berlino. Non escludo di tornare a Milano prima o poi, e creare una sorta di connessione e di “asse” tra le due città, per spostarmi e lavorare in entrambe. Sicuramente però se avverrà, non sarà a breve. Con la scoperta, comprensione e consapevolezza di Berlino, posso dire di aver appena iniziato.

di Sara Brasacchio

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