Neonazi e fasci: la Storia che non insegna

Neonazi e fasci: la Storia che non insegna

22 febbraio 2018 0 Di il cosmo

Neonazismo, antisemitismo e intolleranza: i casi in Italia e all’estero.

Intolleranza verso il prossimo, movimenti neonazisti e neofascisti che rispolverano vecchi slogan e picchiano, accoltellano, fanno sentire forte la loro voce. Se l’altro è straniero, nero, ebreo, meglio ancora perché c’è una parte della società – cosiddetta civile – che appoggia più o meno silenziosamente questa strategia del nazionalismo estremo.
In Italia e all’estero sono stati tantissimi gli episodi di razzismo e simboli politici utilizzati contro gli stranieri. Da noi, spesso ci si limita al post su Facebook: il 60% dei 109 episodi di antisemitismo del 2017, dati dell’Osservatorio antisemita della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec), sono avvenuti proprio in questo modo. Con le parole: 60. A cui si aggiungono 20 segnalazioni di graffiti a grafica, 15 di diffamazione e offese, 11 di insulti. Più vari episodi di vandalismo. Sempre nel 2017, l’Osservatorio ha rilevato 330 siti, di cui 130 promossi da neonazisti e tradizionalisti cattolici, 110 cospirativisti, 70 antisionisti, 20 negazionisti.

Analizziamolo gli episodi, tutti e di particolare gravità, che hanno colpito non solo gli ebrei in Italia. Nel 2017 e nei primi mesi del 2018, con una piccola divagazione anche agli anni precedenti. È recente, purtroppo, uno dei peggiori, a Macerata: Luca Traini, esponente di estrema destra e iscritto alla Lega Nord, se ne va in giro per strada a sparare contro i neri per ‘vendicare’ l’uccisione di Pamela Mastropietro. Nessun pentimento dopo l’arresto.
Nell’ultima parte del 2017, a Genova, alcuni cittadini di Multedo, sostenuti da CasaPound, organizza una fiaccolata contro l’idea di un centro di accoglienza di migranti da collocare nell’ex asilo Contessa Govone. Questo accade il 21 ottobre. Il giorno dopo, la protesta si sposta davanti alla chiesa. Nello stesso periodo, a Parma, viene pubblicato l’annuncio per l’affitto di un trilocale: “La palazzina è ben abitata, pertanto si richiedono solo persone italiane e referenziate”. Sono episodi che a volte si confondono nelle pagine di cronaca locali.
Il 25 ottobre del 2017 fa scalpore ciò che succede allo stadio Olimpico di Roma. I tifosi della Lazio, per l’occasione in Curva Sud (quella romanista) per la squalifica della Nord, attaccano adesivi con il fotomontaggio di Anna Frank che indossa la maglia giallorossa. Viene aperta un’inchiesta per istigazione all’odio. Venti tifosi della Lazio, del gruppo ‘Irriducibili’, sarebbero i responsabili dell’atto. Daspo per loro. Sempre nel mese di ottobre 2017, a Bologna, avvengono tre episodi di minacce a mano armata ai danni degli ospiti e degli operatori dell’Hub di via Mattei. Si tratta di intimidazioni a sfondo razzista.
Mese pieno di episodi di razzismo e intolleranza quello di ottobre 2017. Il 27, il dirigente scolastico di un Istituto scolastico di Pioltello, alle porte di Milano, decide di separare in due classi diverse gli alunni con cognomi stranieri e quelli con cognomi italiani. Stesso giorno, a Milano: la sede di Save the Children viene attaccata dall’Associazione Veneto Fronte Skinheads con uno striscione: “Save the Children. Save the Business’. Il bersaglio sono i bambini migranti aiutati dall’associazione.
Il 29 ottobre 2017, a Roma, un cameriere bengalese di 27 anni, Kartik Chondro, viene picchiato da 12-13 persone: “Prima ci hanno chiamato negri, poi giù botte”. Con lui c’è un amico egiziano. Kartik viene operato per la frattura della mandibola, delle orbite oculari e del naso. Quasi tifosi della Roma gli aggressori, uno di loro su Facebook ha le foto di Hitler e Mussolini sul profilo.
Il 7 ottobre del 2017, sindaci e amministratori di alcuni Comuni in provincia di Udine, che mettono in atto politiche di accoglienza per i migranti, ricevono lettere minatorie ripiene di escrementi. L’8 ottobre, a Bari, una cittadina nigeriana di 27 anni che lavora come parrucchiera, sta per prendere l’autobus, ma quando fa per salire un anziano signore italiano la aggredisce. “Tu non puoi stare qui”, urla, poi scendendo dal pullman dà una spinta alla ragazza che cade e batte la testa.
Il 9 ottobre, a Portogruaro, uscendo da un supermercato, un gruppo di una quindicina di italiani insulta e aggredisce a calci e pugni tre giovani extracomunitari. Questi provano a scappare, ma vengono inseguiti al lancio di tubi di plastica e pezzi di tavole di legno. Un passante chiama il 112.
Più indietro: 28 settembre del 2017, a Guidonia, in provincia di Roma. Un cittadino rom compie manovre azzardate con un furgone, cento persone scendono in strada per protestare contro l’insediamento rom dell’Albuccione. Le due fazioni si fronteggiano alcune ore, lanciando sassi e facendo la barricate in strada. Viene incendiato un box auto dove spesso trovavano rifugio proprio i cittadini rom. Guerriglia pure il 29 settembre a Roma. Giovani di Forza Nuova si infiltrano in un gruppo di residenti del Trullo. Vengono a contatto con le forze dell’ordine durante lo sgombero di una casa occupata abusivamente per fare spazio a una famiglia italo-eritrea, legittima assegnataria dell’alloggio. Tre agenti restano feriti perché colpiti alla testa con sanpietrini.
All’inizio del 2017, ad Alessandria, nasce la prima bambina dell’anno, è marocchina. Alla notizia, su Facebook, si scatenano messaggi di odio razziale contro i musulmani. A fine gennaio del 2017, un 51enne originario del Bangladesh, viene pestato due volte a Roma, in zona Tuscolana, da alcuni adolescenti. Colpito più volte in testa con un bastone, non riesce a chiedere aiuto e viene lasciato lì, in gravi condizioni. In ospedale, gli viene asportato un occhio.
Il 28 febbraio del 2017 come non ricordare i tre uomini italiani, dipendenti della catena tedesca di supermercati Lidl, che sorprendendo due donne rom rovistare nei rifiuti, le chiudono in una sorta di gabbia. Tra le reazioni divertite degli altri dipendenti del supermercato. Il tutto avviene a Follonica, in Toscana. Il 9 marzo del 2017, vandali devastano il ristorante Chikù, nel quartiere napoletano di Scampia, gestito da donne rom e napoletano. L’8 marzo, a Brindisi, un venditore di fiori di origine indiana viene aggredito e preso a calci e pugni da due cittadini italiani.
Arriviamo all’11 maggio: a Roma, due bambine e una ragazza rom, di origine bosniaca, muoiono carbonizzate nell’incendio della roulotte in cui dormivano con la famiglia, nel parcheggio antistante un supermercato, a Centocelle. La polizia ritrova materiale infiammabile poco distante: un accendino e i resti di una bottiglia molotov. Dolo a sfondo razzista, insomma: così pare.
Il 16 giugno, un’inchiesta della Procura di Massa Carrara porta all’arresto di quattro carabinieri e all’allontanamento di altri quattro dalla provincia. Altri 18 militari e quattro civili sono indagati. Avrebbero compiuto decine di reati, tra cui cinque pestaggi ai danni di un clochard polacco e di immigrati nordafricani. Non solo: canna della pistola in bocca, viso schiacciato contro l’asfalto, pugni e calci, pipì sui materassi sui quali dormivano gli stranieri. A fine mese, un ragazzo marocchino viene aggredito con insulti razzisti e picchiato in via Prenestina, a Roma. Sono due gli aggressori, che colpiscono il ragazzo anche alle spalle, procurandogli la frattura del polso destro.
Acqui Terme, 8 agosto: un richiedente asilo viene picchiato da alcuni minorenni, il tutto ripreso dal telefonino. Il video finisce sui social. Il ragazzo pestato finisce al pronto soccorso con un trauma cranico. Dieci giorni dopo, a Rimini, due ragazzi prendono a calci e pugni una donna di origini africane, al sesto mese di gravidanza, su un autobus cittadino. Urlandole frasi razziste e minacciando di farla abortire a forza di botte. Quando il bus si ferma, i due spingono la donna, facendola cadere a terra. Qui si sente male e viene portata al pronto soccorso.
Sempre relativamente all’Italia, da segnalare l’escalation di Lavello, in provincia di Potenza, dal 2012 al 2016. Scritte neonaziste e razziste sui muri della città, dagli asili alle scuole, fino alla vie del corso. Simboli nazifascisti, frasi negazioniste, minacce all’Anpi. Fino alla sostituzione della bandiera europea con vessilli contenenti croci celtiche e la bandiera del Terzo Reich nella piazza che ospita il monumento ai caduti della prima guerra mondiale.
E all’estero? A Stoccolma, in Svezia, nello scorso mese di gennaio, svastiche hanno ricoperto la moschea della città. A compiere il gesto neonazisti svedesi, nel quartiere centrale di Sodermalm. Due anni fa, nel 2016, i neonazisti svedesi avevano organizzato più di 3 mila attività, scandendo sempre parole d’odio. Non solo: proprio a Stoccolma, negli ultimi anni, si è affermata una formazione di estrema destra che, secondo i sondaggi, oggi è al terzo posto nelle intenzioni di voto per le politiche del 9 settembre 2018.
Restiamo in Svezia: a settembre del 2017, 30 persone sono finite in manette dopo gravi scontri con la polizia, a Goteborg, in occasione della marcia dei neonazisti del Movimento di resistenza nordica. Sono intervenuti pure dimostranti di sinistra, le forze dell’ordine hanno dovuto fare da cuscinetto. Più indietro nel tempo, a marzo 2016, per scoprire che in Olanda la più attiva formazione di ultra destra manifestò ad Amsterdam, sulla piazza di Stopera, Stiamo parlando dei Nederland Volks Unie, nostalgici del Fuhrer. Una marcia contro la sinistra, ostentazione di muscoli.
Torniamo al 2017 per andare in Gran Bretagna: quattro militari, a settembre, sono stati arrestati con l’accusa di essersi associati a un gruppo dell’estrema destra più violenta, ispirata al neonazismo, pianificando pure atti terroristici. E in Germania? Secondo la polizia tedesca, ci sono 23 mila simpatizzanti dell’estremismo di destra. Il bersaglio sono gli stranieri. Anche in questo caso, si progettano attentati contro moschee, sinagoghe, centri per rifugiati e stazioni di polizia.
In Francia, da 15 anni a questa parte, si segnalano tra i 500 e i 1000 casi di antisemitismo. A gennaio 2018 un bambino di otto anni con la kippah in testa è stato preso a calci e pugni da altri adolescenti in una banlieu di Parigi. Gli ebrei, vista l’escalation, se ne stanno andando dal Paese: in 40 mila negli ultimi 10 anni sono emigrati proprio in Israele.
In Europa, poi, non possiamo citare la nuova legge della Polonia che sa tanto di negazionismo. È infatti vietato associare i polacchi alla Shoah ebraica, che sarebbe stata opera solo degli invasori nazisti.
Passiamo a un caso di intolleranza, fuori dall’Europa. In Indonesia, la polizia sempre a gennaio ha arrestato 12 transgender per essere sottoposte a un trattamento di rieducazione per tornare a comportarsi “come veri maschi”. Sono stati tagliati forzatamente i capelli, vietati gli abiti femminili. E negli Stati Uniti? Qui, l’11 agosto del 2017 c’è stata la marcia dei suprematisti bianchi a Charlottesville (uccisa una donna, investita appositamente da un neonazista). E la non condanna del presidente Donald Trump.
Due settimane dopo, all’esterno di un centro commerciale in Virginia, un gruppo neonazista si è radunato per commemorare con il saluto nazista a una bandiera con una grande svastica i 50 anni dell’assassinio del leader George Lincoln Rockwel, che fondò nel 1967 il Partito nazista americano, ora chiamato New Order.

di Alessandro Pignatelli