Sarà il cuore a far posare la matita sulla scheda

Il 4 marzo è alle porte di un’Italia riassopita, e nel silenzio stanno passando programmi e spot elettorali.

Pare una scelta precisa da parte di tutti quella di tenere un profilo basso, nonostante l’appuntamento elettorale sia ormai ad un passo. Non è certo questa la sede per chiederci le ragioni di questa scelta, ma sicuramente può essere questa l’occasione per ridestarci un poco e ragionare, magari anche in tono ironico. Perché se un punto fermo c’è, con questa nuova Legge Elettorale, è che nulla è certo fino a scrutini conclusi, ed è certamente difficile votare secondo coscienza senza conoscere cosa accadrà quando le percentuali maggioritarie e proporzionali saranno certe. D’altro canto è sicuramente invece più semplice per i partiti concorrenti, liberi di scegliere a percentuali definite con chi fare un accordo che porti ad una coalizione solida di Governo.
Non vorrei essere nei panni del Presidente Mattarella, diciamo così.

C’è sicuramente da sorridere pensando all’elettore intento a scegliere dove posare la matita. Pensiamo ad esempio ad un elettore legato a valori di sinistra, uguaglianza sociale e diritti civili. Il panorama è ampio e frammentato, dal PD unito(sì o no?) con Matteo Renzi, ad Emma Bonino, a Liberi e Uguali (meglio Liberi o meglio Uguali? Faccina allusiva), e tutti gli altri, e dunque quel tipo di elettore potrebbe avere l’imbarazzo della scelta.
Se però si fermasse a pensare agli equilibri creatisi negli ultimi anni, desse un’occhiata ai sondaggi, chiedesse all’amico, allo zio, e all’amico dello zio, capirebbe nell’immediato che è innegabile la situazione difficile della sinistra in vista delle elezioni. Errori commessi, sconfitte e piccole vittorie, questo il percepito. E dunque, rendendosi conto del panorama, cinicamente l’elettore in questione potrebbe valutare l’opzione di dare il proprio voto a M5S o al Centro-Destra, al fine di favorire la sconfitta di uno, piuttosto che l’altro.
Ma no! Siamo umani, anche se a volte ce ne scordiamo. E da esseri umani la nostra mente non ci svincola dai nostri ideali, ci porta a combattere ed esprimerci perciò che crediamo sia giusto per la nostra morale, che ancora non è statista.
E così la democrazia vince ancora, consegnando alla nostra Italia incerta un punto fermo: se eliminiamo la piccola percentuale di aventi diritto di voto cinici e statisti, che ragionano a lungo termine sulle dinamiche politiche del nostro Bel Paese, rimane la stragrande maggioranza di umani, poco responsabili per lo Stato, molto responsabili per se stessi, che resta umana, o almeno ogni tanto se ne ricorda, prende in mano la matita, legge con attenzione la scheda, tenta di carpirne ogni segreto, ed infine pone la propria ‘X’ dove il cuore gli dice di metterla. And the winner is…

di Federico Bodo

pexels-photo-325521

Rispondi