CANAPA E BIOEDILIZIA: I vantaggi della coltivazione per uso industriale

Quando si sente parlare di canapa, si pensa esclusivamente all’uso “ludico” della stessa. La canapa, però, non è solo questo, ma molto di più.
La pianta, costituita da una parte esterna fibrosa e da una parte interna legnosa, chiamata canapulo, è molto versatile. Essa viene principalmente utilizzata per la produzione di tessuti, corde, carta, nonché in ambito farmaceutico, automobilistico e alimentare.
L’Italia nei primi anni del 1900 era uno dei più importanti produttori di tale coltura al mondo. Negli anni successivi, invece, a seguito della diffusione di fibre di tipo sintetico, nonché delle modifiche legislative avvenute all’inizio degli anni 90’ del Novecento, la coltivazione della canapa è gradualmente calata. Negli ultimi anni, però, in molti Paesi europei quali l’Inghilterra e la Romania si è deciso di investire nuovamente su tale risorsa, soprattutto alla luce del costante aumento del prezzo del petrolio, nonché della necessità, sempre più sentita, di tutelare l’ambiente.
Un settore nel quale potrebbe sortire effetti rivoluzionari è quello edilizio e, in particolare, quello bioedilizio. Con bioedilizia si intendono le strutture e processi di costruzione rispettosi dell’ambiente ed efficienti nel consumo di risorse nel corso di tutta la vita dell’edificio: dai lavori di posa alla progettazione, costruzione, manutenzione, ristrutturazione.
La canapa può essere utilizzata da sola ovvero combinata con una vastità di leganti. Interessanti appaiono soprattutto gli impasti della canapa con la calce. Tale materiale nasce dalla proficua combinazione tra il canapulo, parte legnosa della pianta della canapa, e la calce. Impiegabile nella realizzazione di diversi elementi costruttivi, il calcecanapulo ha riscontrato l’interesse dei soggetti del settore dell’architettura sostenibile in diversi Paesi europei, tra i quali in particolare la Francia, l’Inghilterra e il Belgio, dove sono stati elaborati diversi metodi applicativi del materiale e dove sono attualmente in atto molteplici ricerche volte al riconoscimento delle sue potenzialità.
Ecco qui di seguito le caratteristiche che rendono tale materiale edilizio di origine vegetale così appetibile: È un ottimo isolante termico e acustico; Riduce i consumi energetici; È un un ottimo regolatore di umidità: la accumula quando è in eccesso e la rilascia quando l’aria è troppo secca; Attribuisce alle pareti un effetto lucido;Garantisce un’ottima protezione da insetti e microbi; É un materiale resistente al fuoco e anche all’acqua; Ha buone proprietà meccaniche, nonché una considerevole resistenza, anche sismica; Ha la capacità di trattenere carbonio e di ridurre, pertanto, l’inquinamento. Rende l’ambiente più salubre.
Il futuro, quindi, dall’agricoltura all’edilizia non potrà che tener conto delle numerose opportunità che offre la canapa. A tal fine il passo successivo che ci si attende dal legislatore italiano (già intervenuto con la Legge n. 242 del 2016 per promuovere la coltura della canapa) è il riconoscimento di tale prodotto quale materiale edilizio.

di Giulia Candelone

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