Europa, un’unica realtà dalle innumerevoli anime politiche

Europa, un’unica realtà dalle innumerevoli anime politiche

1 Mar 2018 0 Di il cosmo

Fermarsi talvolta a ragionare sull’Europa, ciò che fu, ciò che risulta essere e ciò che sarà o si vorrebbe che fosse, può considerarsi come un’analisi ontologica della propria Cultura e Natura. Ed in parole vere, semplicemente, è una riflessione sulla nostra Storia e sul nostro futuro, la strada che intendiamo percorrere.
Oggi l’Europa è certamente una fucina appassionante, nella quale convivono almeno tre anime differenti, da moltissimo tempo, quasi inspiegabilmente. Un po’ come se il Vecchio Continente, parco giochi delle civiltà moderne, avesse imparato dall’esperienza vissuta, a far coesistere in sé le parti più contrastanti di se stesso.
Così troviamo l’anima illuminista, di stampo francese, fermamente ancorata ad antichi valori che hanno fatto dell’Europa la culla del vivere civile e della filosofia sociale e politica; abbiamo l’entroterra tedesco, meltin pot di contaminazioni, dal protestantesimo di stampo anglosassone, alla cultura dell’est ed un pizzico di civiltà francese, terra di ricca di risorse e patria della curiosità, filosofica e scientifica; ed infine i coloni inglesi, sparsi in tutto il mondo, duri, decisi ed inflessibili, in grado di dar vita alla nazione che si autoproclama leader del mondo libero, gli USA.
Un’ombra grande dietro queste anime aleggia inosservata, la civiltà Russa, vasta e ricca di scheletri nell’armadio.
Tutto questo si traduce nell’oggi in politiche evidentemente diverse, che negli ultimi mesi prendono forme particolari, più definite e meno confuse, condizionando il resto d’Europa. Emmanuel Macron, Angela Merkel, Theresa May e Vladimir Putin i nomi che partecipano a questo gioco delle parti.
Il primo, rampante Presidente della Quinta Repubblica francese, spronato dall’ex Presidente Hollande nella sua attività politica e scoperto dagli elettori francesi all’ultimo appuntamento elettorale il 14 maggio 2017, è a tutti gli effetti il nuovo che avanza. E’ stato in grado di raggruppare in modo costruttivo menti politiche di differenti estrazioni, permettendo sia di dare equilibrio politico al Paese, che di arginare gli estremismi dilaganti. Una proposta nuova, concreta, moderna, ma sempre legata ai valori di uguaglianza sociale e crescita comune fondanti la storia contemporanea della Repubblica francese.
La seconda, al tramonto del suo percorso incredibile di ascesa e protagonismo in Europa, è invece espressione del gruppo Unione Cristiano-Democratica, da tempo opposto al gruppo socialdemocratico. L’espressione e l’impersonificazione dell’Europa che esce dalla crisi attraverso politiche aggressive di sacrificio esportate in diversi Paesi. Ad oggi, usciti dalla crisi, l’Europa, come la Germania stessa, chiede di fermarsi e proteggere ciò che è stato guadagnato negli ultimi 10 anni. L’unica via per fermare gli estremismi sempre più dilaganti rimane lo storico accordo, in via di definizione, con il fronte socialdemocratico di Schulz. Questo accordo, con la definizione di un nuovo volto, potrebbe portare al nuovo corso europeo insieme a Macron.
Parallelamente il Regno Unito si è lasciato convincere da un Europa traballante ad uscire dai giochi, ed affidarsi alla guida dei Tories, storico partito conservatore. La natura impulsiva, orgogliosa e decisionista anglosassone trova il suo contrapposto nei grandi accordi europei, probabili anche in Italia.
Dal canto suo la grande ombra Russa tenta di manovrare gli equilibri, o così pare, seguendo il principio del Divide et Impera. Creando confusione, chi ha le idee chiare risulterà sicuramente più affidabile alla guida di un Europa unita.
Le basi sono impostate per un nuovo corso europeo, ma sicuramente per raggiungere l’obiettivo di un’Europa più forte e unita, chissà magari addirittura degli Stati Uniti d’Europa, la strada è lunga e ricca di ostacoli. Le popolazioni nazionali dovranno credere in questo obiettivo, a rischio di rimanere indietro rispetto all’evolvere degli equilibri mondiali.
Mai più moderna è stata la lettura del Manifesto di Ventotene, linea guida troppo spesso dimenticata, i cui pensatori hanno visto il male delle politiche esclusioniste, pensando ad un mondo decisamente più unito e meno paranoico. Da cosa scappiamo?
Nessuno può dirci se questa è la strada giusta, sta sempre all’elettore la responsabilità di scegliere la strada più opportuna, con saldo il principio di lasciare il proprio mondo un pochino migliore di come l’ha trovato.

di Federico Bodo