La legge italiana sulla cannabis, differenze con l’Europa

1 Mar 2018 0 Di il cosmo

In Italia esiste una normativa che permette l’utilizzo della cannabis a scopo medico. Inoltre, è stato depenalizzato il consumo personale di marijuana. Se si viene colti in fallo, si subisce semplicemente una sanzione amministrativa. Che può anche essere ritiro della patente, del permesso di soggiorno, del porto d’armi.
A disciplinare la questione cannabis c’è il D.P.R. 309/1990, ossia il Testo Unico delle legge in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza. E’ legale l’uso medico della cannabis sotto prescrizione, la coltivazione di cultivar di Cannabis sativa a uso strettamente tessile e con bassissimo contenuto di delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) nei fiori per ottenere la fibra di canapa. Occasionalmente anche per prodotti alimentari e sigarette (la marijuana light). La presenza di THC deve essere inferiore allo 0,6%. Solitamente, questi prodotti contengono come principio attivo il cannabidiolo, sostanza legale, non psicoattiva, ma solo sedativa.
In Europa, un Paese all’avanguardia è sicuramente l’Olanda. C’è una norma precisa che regola produzione, consumo e commercializzazione della cannabis. Quest’ultima non viene chiamata droga leggera, ma semplicemente sostanza. Le nostre droghe pesanti (eroina e cocaina) vengono classificate come sostanze di categoria 1, quelle leggere (cannabis e hashish) di categoria 2. Una differenziazione che si basa sui livelli di dipendenza e sul rischio per la salute.
Non viene indagato chi vende una quantità inferiore a 5 grammi per persona al giorno in ognuno dei coffee-shop autorizzati. La vendita superiore a questa soglia viene perseguita attivamente. Attenzione, però, ad associare la tolleranza ai Paesi Bassi. Di fatto, infatti, è vietata la produzione) tolleranza fino a 5 piante per uso medico), detenzione (massimo 5 grammi a uso personale, chiuso nella confezione), la vendita e l’acquisto (tollerata all’interno dei coffee-shop, come visto). L’uso di droghe non è punibile.

di Alessandro Pignatelli