Lia, dalla Brianza alla Germania: “La Politica qui è un affare privato”

1 Mar 2018 0 Di il cosmo

Immaginate un ritrovo conviviale tra italiani. Sarà facile che si discuta di Politica, ognuno con le proprie idee, convinzioni. A volte condite dalle informazioni non proprio ben recepite, passate dai media. Dopo la discussione, si torna a parlare di argomenti quotidiani, più frivoli. E ognuno alle proprie vite. È una questione di cultura, di educazione sociale e territoriale. Cosa, infatti, che non avviene in altri Paesi del mondo: tra questi, ad esempio, la Germania. Uno Stato in cui la politica non è tema con cui tenere banco con familiari e amici, ma una sfumatura tra le proprie opinioni a cui dedicare il massimo riserbo. «I tedeschi sono molto legati all’andamento politico del Paese, ma lo dimostrano in maniera diversa. In Italia – spiega Lia Rigamonti – si è molto più plateali, sia nel proprio nucleo sia a livello sociale».
Lia vive in Germania dal 2011: ha scelto Berlino, dove vive insieme a suo marito (che è tedesco) e i loro due bambini. Ufficialmente, è solo dall’anno scorso che può dirsi residente perché fino al 2017 ha viaggiato tra la Germania e l’Italia per motivi di studio e lavoro. La Germania è, infatti, un paese molto selettivo ed è necessario concludere certi iter per poter dire di avere nomine che in Italia, invece, vengono date in maniera differente: «La qualifica di ‘Dottore’, ad esempio, non viene data con la sola laurea come avviene nel Bel Paese. In terra tedesca significa aver fatto un dottorato di ricerca: sono molto più rigidi sulla formazione dei lavoratori». Una rigidità che troviamo anche, come dicevamo, nel modo di vivere la politica: «Non è argomento di discussione tra amici, quando si ritrovano al pub. Ma quella con la politica è una relazione diversa anche a livello più esteso: prendiamo ad esempio le manifestazioni. Sono molto più contenute, meno esibizionistiche. Non solo – continua Lia -: come in ogni paese del mondo, anche in Germania esistono gli estremisti. La loro presenza, però, è nascosta e non dichiarata come avviene in Italia con partiti dichiaratamente di estrema destra o sinistra radicale».
Sono tanti, racconta Lia, gli italiani residenti a Berlino: «Sono persone in cerca di una fortuna lavorativa, che sperano di trovare la soluzione alla loro disoccupazione. La maggior parte -spiega – lavora nel mondo dell’enogastronomia, tanti sono baby sitter o ruoli utili in questi settori. È difficile, come dicevo, trovare buone posizioni lavorative in Germania se non sei altamente specializzato».
Una città, Berlino, che secondo Lia «non rappresenta il carattere generico della Germania. E, a livello economico, è paragonabile a Roma per l’Italia». Non in tutto, ovviamente. Ma il resto è immaginabile. «Le poste – conclude Lia – non solo funzionano regolarmente: è anche difficile che le consegne siano in ritardo…». Ecco, appunto.