Neve a Roma

I soliti disagi, proteste e traffico in tilt lasciano lo spazio alla bellezza

Il cielo domenica scorsa era plumbeo e pesava sul mondo.
“Verrà la neve” dicevano in giro. Io non ci credevo. Roma si sa, non è fatta per la neve e l’ultima nevicata è stata nel 2012 in questo periodo. Il sindaco Virginia Raggi però ci ha creduto e le ordinanze sono state restrittive e lungimiranti: scuole chiuse, l’invito a rimanere a casa, corse degli autobus ridotte o addirittura cancellate. La maggior parte dei romani cedeva che fosse tutto inutile, che anche quella poca neve che stava scendendo non avrebbe attecchito. Invece lunedì mattina Roma si è svegliata tutta bianca, sommersa dalla neve e dai disagi. C’era neve persino sulla spiaggia di Ostia checi ha regalato uno spettacolo eccezionale, un’atmosfera lunare, aliena.
Prima c’è stata la preoccupazione, poi un senso di gioia misto a rassegnazione e poi un po’ di rabbia visto che ormai è ufficiale: la capitale non è pronta alla rigidità dell’inverno. Subito viene in mente lo scenario delle altre città europee, cartoline innevate dove tutto sembra funzionare alla perfezione. E poi c’è Roma dove “bastano du’ gocce che se blocca tutto”.
Il popolo del web si è scatenato con meme, vignette e battute sarcastiche. “Attenti che con la neve non si vedono le buche” scrive qualcuno ironizzando sulla viabilità che già in condizioni normali è pessima. Nonostante le previsoni infatti, la capitale si è trovata nel caos più totale, tra alberi caduti, strade impraticabili, autobus fantasma e strade scivolose. Zone immerse nella natura come Trigoria sono rimaste isolate, mentre al centro i turisti e gli stessi romani si sono trovati davanti ad uno spettacolo impagabile: il Colosseo e i Fori Imperiali innevati in un’atmosfera senza tempo. Tutto è fermo. Tutto tace. Perchè la neve dilata il tempo, lo ferma e lo fa scorrere più lentamente. C’è un silenzio paradisiaco e la gente è costretta a smettere di correre e di affannarsi. E’ un giorno di vacanza forzata che, se preso con il giusto spirito, può essere un giorno prezioso da dedicare a sé stessi, ai ricordi dell’infanzia e al desiderio di riviverla. Nonostante gli sfoghi che si leggono online, nel mio quartiere ho visto la gente ridere e uscire nella neve. I bambini hanno costruito pupazzi, hanno corso e hanno goduto di un evento davvero raro in questa città.
Di certo c’è chi non ha potuto neanche per un minuto godere di questo evento. Sto parlando delle persone bloccate sui treni, anche per nove ore. Il sistema ferroviario è collassato, con rit09ardi epici e cancellazioni che hanno fatto infuriare i passeggeri. Una nota di colore l’hanno data la band indie “Eugenio in via di Gioia” che, intrappolati su uno di questi treni della speranza diretti nella capitale, hanno pensato bene di improvvisare un concerto tra le poltrone. I controllori di Italo li hanno sentiti e li hanno scortati su e giù per i vagoni a stemperare gli animi dei viaggiatori. Miracolo della neve? Può darsi.

di Olivia balzar

Rispondi