Roma Canapa Mundi

Roma Canapa Mundi: non si tratta di un errore ortografico, bensì del nome della fiera della canapa tenutasi nei giorni scorsi nella capitale e che, quest’anno, ha registrato un boom di ingressi e di eventi speciali collaterali.
Visto il successo delle passate edizioni, la Regione Lazio le ha conferito il titolo di fiera internazionale. E che fiera! Per tre giorni infatti il Pala Cavicchi di Roma si è trasformato in un vero e proprio universo di 9000 mq dedicato alla pianta dai mille usi diviso in due macro aree: una dedicata all’utilizzo industriale della canapa, mentre l’altra, denominata “grow-head-seeds”, dedicata ai macchinari per la lavorazione e agli oggetti per l’utilizzo a scopo ricreativo.
Tra le novità introdotte nel 2018, la partecipazione dell’Istituto Europeo di Design che proporrà una collezione di vestiti in anteprima commissionati dal Festival del Cinema di Spello.
Non solo fiera quindi, ma una vera e propria kermesse di eventi, sfilate, workshop, testimonianze e informazione scientifica. In Italia infatti, serve informare circa le caratteristiche di questa pianta che fa parte della nostra storia.
Gli utilizzi sono molteplici ed eterogenei, è versatile e resistente. Basta camminare per gli stand per rendersene conto e scoprire segreti ed aspetti che non si possono immaginare. La canapa si può utilizzare come fibra tessile, farmaco curativo e preventivo per patologie, è un elemento essenziale nella bioedilizia antisismica e coibentante, si può annoverare tra i prodotti di bellezza e non solo. Avete mai assaggiato un piatto a base di canapa? Non è niente male! Infatti nell’era in cui gli chef sono le nuove rockstar e c’è un’attenzione particolare ai prodotti biologici non poteva mancare l’area food, con assaggi e cucina dal vivo.
Canapa orgoglio italiano? Sembra proprio di sì, visti i numeri che ha fatto questa iniziativa e l’urgenza palpabile tra i padiglioni di una trasformazione culturale e della riscoperta di una risorsa che può essere annoverata tra i prodotti di punta del nostro Paese.

di Filippo Ardizi

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