Tiziana, in Spagna per scelta: “Vogliamo votare come tutti i nostri connazionali”

Se sei italiano ma risiedi all’estero, il tuo diritto al voto è ovviamente garantito. Ma con una modalità diversa, perché solo in Italia si vota con il nuovo sistema elettorale definito Rosatellum. All’estero sono proprio le schede elettorali a essere differenti.
Ad avercelo spiegato è Tiziana Burocco, vercellese residente in Spagna da dodici anni: vive, più precisamente, a San Carlos De La Rapita insieme a suo marito. «L’Italia e in particolar modo Vercelli iniziavano a starci strette: trasferirci in Spagna – racconta Tiziana – è significato, per noi, un salto di qualità non da poco sotto tutti i punti di vista. Rientriamo in Italia solamente una volta l’anno, per rivedere i nostri familiari».
Le informazioni relative ai candidati, Tiziana le ha personalmente cercate attraverso il Web e i Social, perché la televisione spagnola non passa comunicazioni inerenti. Per avere la possibilità di guardare i canali italiani, Tiziana e il marito avrebbero dovuto installare la parabola, ma hanno preferito dedicarsi solo ai programmi ispanici.
Per l’Italia, il giorno decisivo sarà domenica 4 marzo: gli italiani che vivono in altri paesi, invece, hanno dovuto votare entro oggi, giovedì 1 marzo. Comprensibile, per permettere ai Consolati di far giungere tutti i voti raccolti in tempo. Ma non è questa la differenza di cui ha voluto parlarci Tiziana: «Sulle schede elettorali che ci sono state consegnate, abbiamo meno simboli – spiega Tiziana – sulle schede date in Italia, infatti, ci saranno 18 simboli per il Senato e 15 per la Camera; su quelle date all’estero avevamo 8 simboli per il Senato e 9 per la Camera».
Un esempio: per votare il centro destra, sulle schede consegnate all’estero era indicato un solo simbolo – rappresentante una fiamma tricolore – all’interno del quale vi erano i nomi di Berlusconi, Salvini e Meloni. Il voto dato alla triade, andrà alla persona singola qualora dovesse vincere.
«Ho mandato già diverse lettere ai giornali italiani per ‘denunciare’ questo metodo di voto perché personalmente non lo trovo corretto: perché – si chiede – dovrei votare in maniera diversa da chi vota per lo stesso Paese?».

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