Daniela Faggion, giornalista – scrittrice: “Donne, sogniamo ancora a occhi aperti”

7 Marzo 2018 0 Di il cosmo

Ha appena pubblicato un libro, ‘Tutto a posto’, sull’organizzazione. E scrivere, effettivamente, è una delle cose che accompagnano la sua vita. Da sempre e in vari campi. Daniela Faggion, classe 1974, bolognese di nascita ma milanese d’azione, è una di quelle donne che si possono davvero definire multitasking. Tante ne pensa, altrettante ne fa.
Dal 2000 in poi, dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, ha lavorato nel campo della comunicazione e dell’informazione. Fin dal suo arrivo a Milano. Folgorata, insomma, sulla via meneghina: “Prima ho fatto la project manager in agenzia, poi la copywriter free lance, quindi la giornalista specializzata in cultura e spettacoli. Ho seguito festival di musica e di cinema, ho avuto la fortuna di incontrare tanti celebri artisti, ma pure bravissimi professionisti che lavorano dietro le quinte, senza i quali la creatività degli artisti andrebbe dispersa”. Non è tutto: “Ho diretto una rubrica e un magazine sull’enogastronomia, visto che sono una buona forchetta; siccome non mi piace stare ferma, sono diventata anche insegnante di yoga e, da poco, ho pubblicato il libro”.
A Bologna, durante il corso di laurea, Daniela ha avuto la possibilità di venire a contatto con una personalità come Umberto Eco. E i suoi consigli sono stati preziosi: “Ci disse che la nostra professione era tutta da inventare. Io avevo una preparazione eclettica e non mi spaventava provare. Infatti, sono arrivata alla mia professione perché – oltre a essere una persona curiosa – non mi sono mai fermata davanti alle avversità. Non avevo ‘messo nel mirino’ di diventare giornalista, ma quando ne ho avuto l’occasione ho dato il massimo”.
Con il primo figlio, è arrivata anche la seconda svolta nella vita di Daniela Faggion: “Mi sono avvicinata a space clearing, decluttering e time management. Ho scoperto che esisteva una professione che ruotava intorno a queste materie: ho approfondito i temi, intervistato alcuni guru di materie legate all’organizzazione e poi ho avuto la fortuna di incontrare un editore interessato al progetto editoriale che stava nascendo”. C’è chi da bambina sogna di andare nello spazio, Daniela voleva “fare l’attrice o l’insegnante. Quindi, la comunicazione era nelle mie corde”.
La famiglia, il lavoro sono inconciliabili nel 2018? “E’ molto difficile fare un lavoro che esca da canoni orari e logistici tradizionali, soprattutto se i nonni vivono lontani dai propri figli”. Un legame particolarmente profondo con la famiglia: “Per me la Festa della Donna è mia mamma che tornava a casa dalla fabbrica con le mimose per me e mia nonna. È il ricordo di tante battaglie che, per tanti motivi, vengono spinte nell’oblio”.
I problemi da ‘donna’ ci sono stati, Daniela Faggion non lo nasconde: “Sul lavoro ho avuto un capo razzista e maschilista a dir poco imbarazzante. Incredibile come, in una grande azienda, tutt’oggi, i ruoli di responsabilità possano essere affidati a persone impresentabili. Nella vita, invece, ricordo un episodio su un autobus quando avevo 15 anni: un vecchietto si era affezionato particolarmente al mio ginocchio. La cosa mi turbò parecchio, per fortuna ero decisamente ingenua: se mi accadesse oggi, non passerebbe molto dal ginocchio alla ginocchiata”.
Ma oggi, quindi, per le donne che lavorano non è ‘tutto a posto’? “No, lo dicono statistiche sugli stipendi, posti di comando e board aziendali. Lo dicono i racconti di tutte le mie amiche, sulle quali ricade il maggior peso pratico di figli, casa e famiglia”. Mentre, le donne devono “trovare il coraggio di avere tempo per loro, solo per loro. Anche solo per non far nulla e sognare a occhi aperti”.
Ma tu, Daniela, ti reputi una donna di successo? “Come fama e denaro no. Di certo sono una donna difficile da dimenticare, lo vedo dal numero di persone che accorrono sorridenti alle presentazioni del mio libro. E per me questo è un enorme successo”.