E il Web si scatena tra sfottò su Facebook e proteste su Twitter

E il Web si scatena tra sfottò su Facebook e proteste su Twitter

7 Mar 2018 0 Di il cosmo

Il giorno dopo le elezioni non vedrà mai tutti contenti. Questo è scontato. Del resto, se la pensassero tutti allo stesso modo, non esisterebbe neppure la competizione elettorale. Basterebbe che almeno il 50% la pensasse allo stesso modo per formare un governo in modo relativamente semplice. E invece. Così i bar si riempiono di chiacchiere e soprattutto i social network si riempiono di hashtag. E se qualcuno si dispera e minaccia di preparare il passaporto, tanti altri invece trovano ancora la voglia di ridere. Su Twitter, Lia Celi osserva: «In fondo le elezioni rispondono a un urgente bisogno del Paese: rimandare milioni di italiani nelle scuole dell’obbligo». “Lercio”, il celeberrimo giornale online satirico, si lancia in un’accurata analisi del voto con i dieci scenari più probabili. Da segnalare “Mattarella affida l’incarico esplorativo a Sauron”, “I cinquestelle restituiscono metà dei voti presi e perdono le elezioni” e (il più auspicabile) l’affidamento del Governo ad Alberto Angela. Pamela Ferrara cinguetta: «Vorrei far sapere agli hacker russi che il loro intervento è superfluo e di non disturbarsi: ci boicottiamo da soli». “Dio”, una delle tweetstar più seguite sul social dell’uccellino blu, scrive: «Capisco che vogliate emigrare in un paese più stabile, ma mettetevi l’anima in pace: sta per tornare la servitù della gleba, quindi fatevi trovare pronti».
Per quanto riguarda Facebook, si scatena anche il mondo della cultura nerd. Sulla pagina dei fan della saga di “Game of thrones” intitolata “Mai, mai dimenticare chi sei” Salvini e Di Maio si trasformano in Ned Stark e Robert Baratheon, re del nord e del sud. I fan di Star Wars di “L’insolenza di R2-D2” immaginano Mattarella chiedere aiuto ai Jedi: «Aiutami Obi Wan Kenobi, sei la mia unica speranza». Addirittura i fan di Harry Potter si lanciano in improbabili paragoni, mentre quelli dei Simpson trasformano i loro beniamini dalla pelle gialla nei portavoce dei vari partiti. Chissà se Matt Groening ha qualche idea in proposito? Cambiando genere, gli “Hipster democratici” hanno affrontato la campagna elettorale e il post voto decisamente ispirati. Da segnalare l’immagine di Di Maio che beve una tazzina di lacrime Pd. Dilagano poi i “meme” che vedono il leader a 5 Stelle seduto davanti al computer cercare su Google quesiti del calibro di “Cosa fa il presidente del consiglio di preciso”. Sul fronte della satira politica più pura, non può mancare Spinoza: «Mentana: “Ci sono almeno tre sconfitti in queste elezioni”. Io ne avevo contati più o meno 60 milioni».