In Italia l’impresa è donna: a gennaio il record di occupazione femminile

In Italia l’impresa è donna: a gennaio il record di occupazione femminile

7 Marzo 2018 0 Di il cosmo

Dal 1998 al 2016 si sono fatti dei passi in avanti nel divario di genere nel mondo del lavoro? La risposta è sì, analizzando grafici e dati dell’indagine sulle forze di lavoro dell’Unione Europea. C’è stato infatti un appiattimento, ossia le donne hanno avvicinato gli uomini per numero di forze lavoro. Soprattutto Spagna e Paesi Bassi hanno lavorato per le donne, ma nella maggior parte dei casi è proprio la crescita dei tassi di occupazione femminile ad aver ridotto il divario con i maschi.

Grecia e Cipro fanno storia e hanno una storia diversa: qui, infatti, il divario è sceso perché sono calati i tassi di occupazione per gli uomini. In altri Paesi dell’Ue, invece, le condizioni non sono cambiate, ossia maschi e femmine hanno guadagnato posti di lavoro allo stesso ritmo. È il caso della Repubblica Ceca: 19,1 punti percentuali di differenza nel 1998, 16 nel 2016; 2,9 punti percentuali nel 1998 e 3,8 nel 2016 in Svezia.
Divario di genere dunque in discesa, ma ancora tassi di occupazione più bassi per le donne rispetto agli uomini, con le uniche eccezioni rappresentate, nel 2010, da Lettonia e Lituania, in seguito a un forte calo dei tassi tra gli uomini e un calo molto più piccolo tra le donne. Nel 2016, nell’Ue-28, poco meno di un terzo delle donne occupate di età compresa tra i 20 e i 64 anni (31,4%) lavorava con un part-time. Addirittura quattro volte circa gli uomini (8,2% a tempo parziale). Nei Paesi Bassi, sempre nel 2016, il 74,8% delle donne aveva un lavoro a tempo parziale: si tratta della percentuale più elevata negli Stati membri dell’Ue. Ma il lavoro part-time femminile, tra il 1993 e il 2016, è nettamente cresciuto anche in Italia, in Germania, in Irlanda e in Austria. È calato in Islanda.
Ora stringiamo il focus sull’Italia, con dati anche più recenti grazie all’Istat. A gennaio del 2018 è stato registrato infatti il record per il tasso di occupazione femminile, 40,3%. Non eravamo mai arrivati a un dato così elevato. A gennaio, l’aumento dell’occupazione nel nostro Paese è stato traghettato proprio dalla componente femminile (+0,4%) contro un calo di quella maschile (-0,1%). Il tasso di occupazione, per le donne tra i 15 e i 64 anni, è salito al 49,3% (+0,2%). Il calo degli inattivi, sempre nella stessa fascia d’età, ha riguardato di nuovo prevalentemente le ‘quote rosa’ (-0,9%). Il tasso di inattività femminile è sceso al 43,7% (-0,4%).

Notizie positive, dunque, in parte però cancellate dal fatto che ad aumentare sono stati soprattutto i contratti a termine. Secondo l’Istat, in totale, i 2.916.000 lavoratori a tempo determinato (tra uomini e donne) sono il record di sempre. È poi aumentata la disoccupazione (+2,3%, +64 mila) dopo cinque mesi consecutivi di calo. E ha riguardato donne e uomini, distribuiti in tutte le fasce d’età.

di Alessandro Pignatelli