Felix: “I tatuaggi mi legano all’anima delle persone”

7 Marzo 2018 1 Di il cosmo

Nome?

Luca “Felix” Verzí

Età?

32

Che lavoro fai?

Credo il tatuatore!

Come e quando ti sei avvicinato al mondo dei tatuaggi? Hai seguito dei corsi?

Mi ha sicuramente segnato il video Frozen di Madonna! Sin da piccolo mi imbrattavo le mani con l’henné e mi appiccicavo decine di trasferibili comprati in edicola. Poi, negli ultimi anni, vari amici mi hanno chiesto di disegnare per loro dei tatuaggi e alla fine mi sono detto perché non fare un corso e provare questa strada!? Però i corsi che ho fatto insegnano solo la parte igienico sanitaria, nessuno ti dice come tenere in mano una macchinetta o quali sono gli stili. Bisogna farsi adottare da qualcuno che ti insegni! Io ho avuto per qualche mese un mentore che mi ha insegnato davvero tanto, soprattutto dal punto di vista umano.

Pensi di avere uno stile riconoscibile? Quale?

Lo stile che più si avvicina si chiama etching (tecnica grafica dell’acquaforte) ma i soggetti che creo sono spesso anacronistici a quello stile. A volte hanno contaminazioni barocche altre volte pop e io ho la formamentis da grafico pubblicitario. In pratica faccio un insalata di stili scegliendo di soggetto in soggetto, ma nonostante ciò mantengo sempre un sapore mistico ed enigmatico, rigorosamente in nero.

Scegli tu i tatuaggi che fai alle persone o ti adatti a quello che vuole il cliente?

Io parto sempre dal conoscere la persona che dovrò tatuare davanti un caffè. Ne chiacchieriamo e cerco di capire il perché della sua scelta, quali sono i significati che attribuisce al soggetto per poi metterli a macerare nella mia mente ed in fine rappresentarli. Credo che sia proprio questo che renda forte il mio lavoro. È il cercare di andare più a fondo, prendere un microscopico pezzettino di anima e incastonarla nel disegno. Inoltre, ho la fortuna di essere scelto prevalentemente da persone eclettiche e dal forte bagaglio umano, senza la cui forza i miei soggetti non esisterebbero.

Da quando hai iniziato ad avere successo a Milano e come ti sei fatto riconoscere dalle persone? 

Avendo iniziato a tatuare da meno di un anno, dire che ho successo credo sia prematuro. Credo comunque di essere bravo a presentare il mio lavoro sui social sfruttando la passione per la grafica in generale, ma la vera pubblicità la fa il buon vecchio passaparola!

Quali consigli daresti a un giovane tatuatore?

Di prendersi bene per quello che fa! È quello che faccio io.

Un giorno hai detto “io voglio sempre tatuare qualcosa di figo”. E’ sempre il tuo obbiettivo?

Io credo che tatuare crei un legame umano, in quanto le persone che mi si affidano portano il mio segno sulla loro pelle per tutta la vita. Quindi voglio che sia un esperienza di cui serbino un bel ricordo e assolutamente si innamorino di questo segno! Non mi perdonerei mai il creare qualcosa di non figo!

di Sara Brasacchio

 

INSTAGRAM :  luca_felix_verzi

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