diario di bordo: norvegia pt3

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Io e Martina, la mia coinquilina, ci troviamo nei pressi di Karasjok, considerata la capitale della Lapponia. Siamo arrivate ieri pomeriggio e per i prossimi 25 giorni abiteremo con Anton, Anne Kari e i loro due bambini, Naia e Ole Daniel. Sono passate solo 24 ore e ho già imparato due cose molto importanti: la prima è che qui in Norvegia, a causa dell’inclinazione dell’asse di rotazione della Terra, nei periodi tra i due equinozi il Sole non tramonta e non sorge mai. La seconda cosa, forse ancora più importante, è che cambiare un pannolino non è affatto un gioco da ragazzi.

Ieri sera, stremate dal viaggio, abbiamo chiacchierato un po’ con i padroni di casa e ci siamo messe subito a dormire. Naia e Ole Daniel erano già nel mondo dei sogni, perciò abbiamo potuto conoscerli soltanto il giorno seguente. La mia prima notte in Norvegia è stata… particolare. Particolare nel senso che non è stata una notte, bensì un lunghissimo mezzogiorno, con un sole abbacinante sempre alto nel cielo e uno dei suoi raggi, senz’altro il più mefitico, dritto nel mio occhio destro. Questa mattina, appena sveglie, scendiamo in cucina e ci imbattiamo nei due bambini intenti a fare colazione. Naia, in braccio a sua mamma, quando ci vede agita le manine e ci sorride mostrandoci il suo unico dente, mentre Ole Daniel, reputandoci assai meno interessanti del pezzo di pane che sta sgranocchiando, a malapena si accorge della nostra presenza.

Ci sediamo, giochiamo con i bambini, discorriamo con Anne Kari (Anton è già andato a lavoro) e facciamo la nostra prima colazione in Lapponia. Questo pasto, ci racconta la donna, deve essere molto abbondante, in quanto pranzare non fa parte della loro cultura e si passa direttamente alla cena, che si consuma verso le 16. Iniziamo pertanto ad abbuffarci e, per farcire i quarantasette panini che ci siamo imposte di mangiare per riuscire a sopravvivere fino all’ora di cena, utilizziamo una delle pochissime invenzioni per le quali la Norvegia è famosa, ovvero l’ostehøvel, l’affetta-formaggio. Se in Italia ce la tiriamo perché abbiamo la pizza, i norvegesi millantano di aver inventato il Brunost, un formaggio marrone, caramellato e a dir poco delizioso di cui si rimpinzano in quantità esagerate e in qualsiasi momento della giornata. Noi non siamo da meno e, quando finalmente ci alziamo da tavola con la pancia piena, plachiamo il nostro senso di colpa con la scusa che le quattordicimila calorie appena ingerite serviranno al nostro organismo per proteggersi dal freddo. Mentre discutiamo con Anne Kari e pianifichiamo la mattinata, veniamo improvvisamente interrotte da un terremoto di magnitudo 7.9 nel pannolino di Naia; Anne Kari ci mostra come pulire un bambino e cambiarlo, in quanto nelle prossime settimane l’ingrato compito potrebbe toccare a noi. Inizia così, tra pannolini e deliziosi formaggi, la nostra prima giornata in Lapponia, una bellissima terra che ci riserverà moltissime sorprese.

Continua…

di Samantha Betti

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