Roberta Razzano, inventa e augura: “Donne, realizzare i vostri sogni”

Possiamo definirla una donna scienziata? Probabilmente sì perché Roberta Razzano da Parma ha letteralmente inventato una nuova figura professionale: “Sono una designer e una ricercatrice universitaria. Una fashion and food designer. Negli ultimi anni ho approfondito gli aspetti multisensoriali del design, non limitandomi alle pure caratteristiche visive. Faccio ricerca su strutture tessili innovative e sull’estetica del cibo e spesso fondo le due cose. Ho creato un po’ di tutto: dai tessuti commestibili agli abiti colorati con alimenti, ai drink non newtoniani. La mia base è effettivamente a Parma, in due laboratori dell’università., ma il mio lavoro mi porta un po’ ovunque”.
Ha coronato il suo sogno da bambina, Roberta, e ora marcia spedita: “Ma più che scegliermi la professione, me la sono inventata. Ho creato una figura professionale che in realtà non esisteva quando ho iniziato a studiare”. Le difficoltà sono nel trovare persone che vogliano aiutarla nella sua visione lavorativa: “Non è facile trovare assistenti appassionati e perseveranti. I giovani soprattutto cercano il risultato rapido. Figurati che ho trascorso un anno da un vecchio maestro giapponese che mi faceva ripetere gli stessi gesti centinaia di volte, per insegnarmi i segreti delle antiche tinture tessili”.
L’8 marzo che cos’è oggi? “Poteva essere un’occasione interessante, ma spesso diventa una manifestazione di superficialità ed esteriorità”. Roberta non è tra le donne che hanno subito approcci troppo spinti da parte degli uomini, né nella vita né sul lavoro: “Fortunatamente”. Non è per la parità a tutti i costi: “Ci sono limiti intrinseci alla parità. Uomo e donna sono due entità profondamente diverse in fin dei conti. Forse abbiamo raggiunto la parità di diritti, ma non vedo possibile una parità assoluta di ruoli”.
L’augurio per tutte le donne del mondo, però, c’è eccome: “Che possano realizzare i loro sogni senza ricorrere a compromessi”. Tu sei una donna di successo? “Più che altro mi ritengo una donna fortunata. La parola successo in sé, per me, non ha molta attrattiva. Quello che conta non è il giudizio che ricevi dagli altri, ma continuare a fare ciò che ho sempre sognato”.
L’augurio, da aggiungere, è dunque che tutte le donne possano dirsi non tanto persone di successo, ma fortunate. Perché sono e si sentono realizzate nella vita e nel lavoro che svolgono. Per informazioni maggiori sulla ricetta giusta non si può non chiedere a Roberta Razzano. Donna che proprio sperimentando, mixando quantità, ha ottenuto oggi prodotti assolutamente unici nel loro genere.

Rispondi