Alla ricerca della felicità

15 Marzo 2018 0 Di il cosmo

Si può dire che ormai sia diventata una sorta di moda: aprire il calendario e scoprire che ogni giorno è un buon giorno per festeggiare grazie alle cosiddette “Giornate Mondiali”. La prossima “degna di nota” in arrivo è quella della Felicità, in programma il 20 marzo. La domanda sorge spontanea: passiamo quindi tutta la nostra vita ad essere tristi fuorché le fatidiche 24 ore del venti del mese in corso? Eppure quella della Felicità è una questione che ha sempre interessato l’uomo; pensiamo a Socrate, Platone, Aristotele, Epicuro, Schopenhauer, fino ad arrivare al grande schermo con Aldo Giovanni e Giacomo prima e Muccino poi. Tutti vogliono essere felici, in pochi ci riescono effettivamente. Nemmeno i personaggi del jet set sembrano riuscire in cotanta impresa, una Mission impossible pure per gli dei dell’Olimpo del Pallone. E’ il caso, ad esempio, del campione tedesco Per Mertesacker. Il difensore 34enne della Germania ha, infatti, recentemente dichiarato di vomitare prima di ogni fischio di inizio e di non vedere l’ora di porre fine alla propria carriera (come se qualcuno dall’Alto lo obbligasse a concludere ancora questa stagione) e, quindi, agonia. Chi vuole smettere e chi è stato costretto dalla vita ad appendere gli scarpini al chiodo, quel Davide Astori che infondeva felicità solo con uno sguardo. Singolari le parole del giocatore dell’Arsenal a poche ore da una simile tragedia. Pensiamo, poi, al termine felicità articolato ed abusato all’interno dei classici luoghi comuni: “Ti lascio perché non sono più felice”, “Cambio lavoro perché mi sento profondamente triste”. Ogni settimana, ogni ora, ogni istante della nostra esistenza si basa sulla ricerca della felicità; forza, manca poco, meno di una settimana: il 20 marzo potremo afferrarla per ben un intero e lunghissimo giorno.

di Michela Trada