Diario di bordo: Norvegia pt4

Diario di bordo: Norvegia pt4

15 Mar 2018 0 Di il cosmo

Io e la mia amica Martina ci troviamo nel nord della Norvegia da ormai due settimane e, nonostante qualche piccolo inconveniente, ce la stiamo passando abbastanza bene. A causa del Midnight Sun (così viene chiamato il sole che non sorge e non tramonta mai) per i primi giorni è stato molto difficile addormentarsi, ma una volta abituate abbiamo imparato ad apprezzarlo e, posata la testa sul cuscino, a ronfare all’istante come due ghiri. Sebbene la casa in cui siamo ospiti si trovi lontanissima dalla città, riusciamo comunque a divertirci e il tempo sembra volare. Per trovare questa sistemazione abbiamo utilizzato una piattaforma online chiamata Workaway, con la quale è possibile procurarsi vitto e alloggio in cambio di qualche ora di lavoro; io e Martina ci occupiamo quindi della casa, del giardino e, quando i genitori non sono presenti, dei bambini. Ci hanno chiesto inoltre di iniziare a raccogliere la legna e di ammonticchiarla in cantina, perché in inverno le temperature minime possono anche sfiorare i -50 gradi ed è meglio non farsi cogliere impreparati. In queste due settimane assaggiamo diverse specialità del posto tra cui salmone affumicato, marmellata di tyttebær (un mirtillo rosso che viene utilizzato in mille modi) e carne di renna bollita nel burro, rischiando di tornare in Italia con i valori del colesterolo più alti del monte Chimborazo. Nel tempo libero, oltre alle escursioni nella natura, adoriamo crogiolarci nella sauna (presente in quasi ogni abitazione). Anne Kari, la signora che ci ospita, ci accompagna inoltre a visitare una delle attrazioni del luogo, il Sápmi Park; si tratta di un parco-museo che consente di venire a contatto con la cultura e la vita quotidiana dei Sami, la popolazione indigena che abita queste terre della Lapponia. E’ possibile visitare le tende e le capanne in cui vivevano i Sami, acquistare oggetti di artigianato locale e conoscere la storia di questo popolo, che negli anni ’50 smise di essere nomade e cominciò a stanziarsi, originando veri e propri agglomerati urbani. Lo stesso giorno, di ritorno dal parco, Anne Kari decide di farci conoscere suo fratello, il quale ha una proposta da farci: il giovane ci chiede infatti di lavorare presso il suo stand in occasione del Midnattsrocken, un festival musicale che si svolge tutti gli anni a Lakselv, una cittadina affacciata sul mare di Barents. Noi non ci pensiamo due volte e cogliamo subito l’occasione per vivere una nuova esperienza e, lavorando all’interno dell’evento, parteciparvi gratuitamente e quindi vedere da vicino gli artisti che si esibiranno. Così, mentre tutti i nostri amici italiani sguazzano placidamente nelle acque di Lignano Sabbiadoro, io e Martina ci ritroviamo sulla riva del mare di Barents a vendere kebab di renna, indossando sette maglioni e due paia di guanti. Il festival dura tre giorni, durante i quali abitiamo con gli altri lavoratori all’interno di una capanna sprovvista di doccia. Il vento è gelido e il lavoro è stancante, ma ci divertiamo così tanto che tutti i nostri problemi, tra i quali un pesante barattolo che decide di cadere proprio sopra il mio alluce, passano in secondo piano.

Ma siamo solo a metà della nostra permanenza in Lapponia e la parte più bella deve ancora venire.