Disturbi alimentari: in Italia si parla di “epidemia sociale”

Disturbi alimentari: in Italia si parla di “epidemia sociale”

15 marzo 2018 0 Di il cosmo

L’anoressia è una delle malattie alimentari più comuni in Italia, in particolare tra le teenager. L’8 – 10 per cento delle ragazze tra i 12 e i 25 anni soffre di disturbi del comportamento alimentare, 1-2% nelle forme peggiori. Facendo due righe di calcoli, nel nostro Paese si parla di tre milioni di persone, nel 90 per cento donne. Due milioni e centomila di queste persone sono adolescenti. I dati sono stati comunicati durante il Congresso organizzato dall’Associazione nazionale dietisti (Andid). Pensate che già a 8 anni si può essere anoressici.
E il contagio è arrivato fino alle mamme: “Dati certi sulle over 40 non ce ne sono ancora poiché è una situazione recente. Ma c’è un aumento delle richieste di aiuto proprio in questa fascia, in alcuni casi persino oltre i 55-60 anni”.
Se l’anoressia sta dunque infettando generazioni sempre più ‘anziane’, la bulimia è oggi il grande incubo delle più giovani, in particolare nelle metropoli dove i manifesti pubblicitari su un tipo di alimentazione fast-food sono martellanti. Ci affidiamo ancora una volta alle statistiche: tra le giovani prevalenza dell’1% dei casi di bulimia, il doppio della percentuale delle anoressiche. Cifre sicuramente drogate dal fatto che le bulimiche chiedono più facilmente aiuto. Sul Lazio c’è il dato regionale: 42.800 sono le persone con disturbi alimentari tra i 12 e i 25 anni. Di questi, 2 mila donne soffrono di anoressia nervosa, 12 mila di bulimia nervosa, 25 mila di disturbi alimentari. Tra i maschi, nella stessa fascia d’età, sono 200 i casi di anoressia, 1.100 quelli di bulimia, 2.500 quelli con disturbi parziali. Aggiungendo le altre fasce d’età, si arriva a un totale di 86 mila persone ammalate. Gli esperti parlano apertamente di ‘epidemia sociale’, in Italia e nel mondo. Non si sta bene proprio con il proprio corpo e si cerca di cambiarlo, di modellarlo. Con metodi sbagliati. Laura Dalla Regione, a capo del numero verde Sos Dca della presidenza del Consiglio dei ministri, lancia l’allarme: “Negli ultimi 10 anni si è abbassata in modo vistoso l’età di insorgenza dei Disordini alimentari”. L’anoressia è patologia prettamente femminile, visto che il 95,9% dei malati è donna. Non solo: questo è anche il disturbo alimentare più pericoloso, il tasso di mortalità è pari al 5 – 10%. Chi ne è affetto, ha un rischio di morte dieci volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Ci sono alcuni campanelli d’allarme che bisognerebbe ascoltare: l’intensa paura di aumentare di peso o di diventare grassi, il persistere di comportamenti c03he interferiscono con l’aumento di peso, anche quando è significativamente basso. Per esempio, svolgendo un’attività fisica eccessiva.
Il secondo campanello è l’alterazione del mondo in cui si vivono peso e forme del corpo, persistente mancanza di riconoscimento della gravità del sottopeso.
I disturbi del comportamento alimentare, come detto, comprendono pure la bulimia, ossia episodi ricorrenti di abbuffate compulsive in cui si mangia in poco tempo, entro un paio d’ore, una quantità di cibo superiore a quella che mangerebbe la maggior parte delle persone. Il senso di mancanza di controllo sul mangiare durante l’episodio. La valutazione di sé, influenzata dalle forme e dal peso del corpo. Da citare poi l’ortoressia (si esagera nel volersi nutrire solo di cibo salutare, volendo sapere ogni singolo ingrediente di un cibo), la drunkoressia (nuova moda tra le giovanissime, si arriva a digiunare per compensare l’aumento calorico del consumo eccessivo di sostanze alcoliche), la bigoressia (abuso di esercizio fisico, diete iperproteiche e anabolizzanti perché ci si sente inadeguati) e la pregnoressia (le donne incinte non vogliono ingrassare e, per questo motivo, fanno esercizio fisico eccessivo e mangiano pochissimo).
Oltre all’Italia, anche il Regno Unito ha statistiche recenti sui Dca. Il servizio sanitario britannico mostra i ricoveri per anoressia e bulimia, 13.885 tra aprile 2016 e aprile 2017, tra cui 2 mila ragazze di meno di 18 anni ricoverate per anoressia grave. In tutto il Regno Unito, sarebbero 1,25 milioni le persone affette da disordini alimentari. Donne e ragazze, come in Italia, all’89%. Candida Crewe, scrittrice, parla dei disturbi alimentari come della “malattia della donna comune”.
Pensate che uno studio recente, ha dimostrato come solo il 15% dei dirigenti incaricati di fare assunzioni, messo di fronte a fotografie di donne di peso diverso, assumerebbe quelle più in carme per un ruolo di responsabilità. Come dire che i disturbi alimentari esistono anche perché la società occidentale ha creato un modello di bellezza completamente sbagliato: la modella trasparente.