Ilaria, dalla dieta al baratro anoressia

15 Marzo 2018 0 Di il cosmo

“Ho iniziato con i problemi a 18 anni, in quinta superiore. Ricordo che andai da un dietista perché avevo preso un po’ di peso. Da allora, però, non mi sono più fermata. Ho iniziato a mangiare solo insalatina a pranzo”. Comincia così l’incubo di Ilaria, 23 anni, una delle pazienti della Comunità di Terni. Una testimonianza, la sua, che andrebbe fatta leggere a tutte le giovani donne.
“Perché questo problema? Solo oggi mi rendo conto che alla base c’erano problemi con mio papà, con i familiari. All’inizio, già magrissima, ho cercato di intervenire ambulatorialmente, ma non è bastato. Anzi, peggioravo sempre di più. Sono stata sottoposta a due ricoveri salvavita a Perugia, che vengono fatti quando si scende sotto il limite minimo di massa corporea”. Il che significa che con l’alimentazione normale non si riesce comunque a recuperare. A Perugia, Ilaria resta dei mesi, con un sondino dentro di sé.
Successivamente, si reca al Centro specializzato di Arezzo, dove resta circa un anno e mezzo. “Il primo periodo è stato intensivo, ossia tutto il giorno ricoverata, poi con il migliorare della situazione la frequenza è stata minore”. Nel frattempo, a Terni apre il Centro di via Pasubio: “Io però mi ero abituata ormai all’equipe aretina, Non volevo cambiare. Ho ricominciato a non volere aiuto”. Finalmente, Ilaria accetta di trasferirsi a Terni: “Dovevo venire due volte alla settimana, ma non rispettavo gli orari. Poi qualcosa è scattato, forse i responsabili della comunità sono stati in grado di darmi tanto, anche umanamente. Ho chiesto di stare 12 ore, dalle 8 alle 20, e hanno accettato. Ho fatto quattro mesi così”.
Adesso, la situazione è sicuramente migliorata. Ilaria è consapevole del suo passato, ha probabilmente centrato i motivi che hanno accentuato il suo disturbo alimentare, l’anoressia, ma non è ancora guarita completamente: “Ho ridotto poco alla volta ore e giorni di cura. Adesso, vengo una volta sola alla settimana e vengo monitorata su alcune difficoltà che, comunque, ancora ho”.

Lisa Jane, la mela il premio in un giorno di digiuno

Lisa Jane, 22 anni, racconta la sua testimonianza di ragazza colpita da disturbi del comportamento alimentare. “Se qualcuno mi domanda come è iniziato, faccio fatica a rispondere. A tre anni ho smesso di mangiare: solo pasta in bianco e pezzi di pollo. A volte, mi dimenticavo persino che dovevo mangiare”.
Il cibo è qualcosa che non c’è nella vita di Lisa Jane: “In quinta elementare ho fatto un mese di disintossicazione perché ormai ero diventata intollerante a tutto, non mangiando praticamente nulla. In un anno, ho preso 13 chili, il mio corpo è cambiato poco alla volta. Sono iniziate ad arrivare le forme da ragazza. E io ho cominciato a vedermi in sovrappeso, anche se non lo ero. Per la prima volta, non volevo andare in spiaggia perché mi vergognavo”.
Negli anni il disturbo si è per così dire evoluto: “Tra i 15 e i 16 anni ho iniziato una piccola dieta e ad andare in palestra. E’ diventata una fissazione. Poi passavo periodi in cui mangiavo troppo e altri in cui smettevo praticamente di nutrirmi. A volte era sufficiente un litigio con un amico, il mettermi con un ragazzo per scatenare queste reazioni in me. Ho passato circa tre anni in queste condizioni”.
Arriva il momento dell’università, apparentemente Lisa Jane convive con il suo disturbo, sperando forse che non sia tale: “Il primo anno è stato fantastico. Era tutto nuovo. Ma ho cominciato anche a pensare che forse non avevo davvero mai preso il problema per le corna. Il secondo anno ho ripreso a stare male. Se stavo bene per un paio di giorni, mi davo la colpa per essere stata bene. E non mangiavo. Se mettevo su qualche chilo, riprendevo con verdurine e una mela, quando proprio volevo concedermi qualcosa in più”.
Una vita con la paura perenne di aumentare di peso. Fino a settembre dell’anno scorso: “Mia mamma mi ha detto che non mi avrebbe fatto partire per l’Erasmus in Giappone se non avessi fatto qualcosa. Nella Comunità di Terni ho scoperto per la prima volta che il cibo non era di importanza capitale. Qui ti insegnano a dargli il peso che merita. Ho iniziato a capire cosa davvero mi era mancato nella vita”. Due mesi intensi, 12 ore al giorno tra cure e colloqui. Per una ragazza che studia a Venezia: “Ho dovuto saltare le prime lezioni per stare a Terni e la cosa mi è pesata parecchio. Ma adesso capisco meglio perché ho certi pensieri. E la settimana prossima parto per l’Erasmus”.

di Alessandro Pignatelli090