Tasha, la Artist&MakeUpArtist che trova la sua essenza… In un teschio

Tasha, la Artist&MakeUpArtist che trova la sua essenza… In un teschio

15 Marzo 2018 0 Di il cosmo

Nome? Natascia o Nat o Tasha

Età? 32

Che lavoro fai? E chi sono i tuo committenti di lavoro?
A questa domanda ho trovato questa definizione: Artist&MakeUpArtist, che mette insieme quello che faccio e quello a cui aspiro.
Lavoro come freelance per “datori” spesso diversi per uno o più giorni, per tre giorni alla settimana insegno in una scuola di Trucco a Milano, la BCM e porto avanti i miei progetti artistici collaborando con colleghi, amici e, in particolare, con Ikka, che scatta quasi tutti i miei progetti.

Cosa vuol dire essere una make up aritist oggi?
Oggi per me vuol dire essere multitasking o multiforme o anche “uno, nessuno, centomila”. Da una parte c’è tutta la bellezza nel fare questo lavoro, nel dipingere continuamente il mio volto, altri volti, altri corpi, tanti, spesso mai visti, a volte per abbellirli, altre volte per plasmarli, usarli come tela, in un rapporto veramente intimo, faccia a faccia, corpo a corpo; a volte sono facce anche simpatiche, ma altre volte no, ed è qui che devi cercare di adattarti ad ogni viso nuovo, sempre in modo professionale, e no, non è sempre facile, perché oltre ai volti si ha a che fare anche spesso con un team sempre diverso e si deve cercare di risolvere al meglio situazioni differenti. Tante teste, tante idee, è una dura prova, sia tecnica che emotiva, ma è questo che la rende anche stimolante ed entusiasmante, perché si, ci sono anche quei momenti molto belli che non vorresti finissero mai, è un continuo trucca e strucca, fatto di momenti positivi e negativi ma con tanto tanto colore, almeno io lo propongo sempre…anche a scuola, nel rigore ci vuole sempre un po’ di colore.

Quale parte creativa metti in atto durante un tuo lavoro?
Questo lavoro è un processo creativo continuo, quando è una cosa diciamo “semplice” mi avvalgo di tutti gli studi fatti e li metto in atto: per esempio, per un abbellimento ci sono tante tecniche e prodotti da saper usare e da riconoscere e l’estro creativo sta nell’adattarlo al meglio alla persona che si ha di fronte. Non può essere solo tecnica, non siamo tutti uguali, per fortuna. Quando si tratta di un facepainting o di un bodypainting invece il processo parte il più delle volte da una ricerca di immagini, parole, suoni, tutto ciò che serve per arrivare all’immagine finale, può essere per un lavoro o per un concorso o per un progetto personale, ma prima di arrivarci si fanno tante bozze, si fanno varie prove su di me o su modelli o a volte anche su amiche, e poi o ci si confronta con il team o con se stessi se è un progetto personale, entrambi i momenti devo dire abbastanza ardui. Infine la realizzazione, la parte più bella a mio parere. Trovo che truccare, (certo dopo aver fatto tutto il processo iniziale), sia veramente poi un momento liberatorio, mi rilassa sempre, mi emoziona, non so come dire, pian piano è come se si creasse da sé, e quando non sbaglio, diventa un momento estasiante, quando sbaglio invece sale un po’ di turbamento, che però a volte può aiutare.

Quale tra i tuo lavori ti ha reso più soddisfatta?
Sono una make up artist un po’ anomala, arrivo da un percorso artistico, prima grafico visivo poi Accademia di Belle Arti, poi un corso di trucco ed effetti speciali e quindi i lavori che mi soddisfano di più sono i progetti artistici personali. Ci sono stati certo dei lavori, diciamo esterni, molto soddisfacenti, alcuni videoclip che ho fatto per esempio, ma quando posso dare sfogo a quello che passa nella mia testa è veramente forte e il lavoro che trovo più soddisfacente è il trucco di un teschio, ovvero “MU#002 Skull”, il primo di una serie che sto elaborando, che ha sbloccato il blocco artistico che ho avuto per anni. Ho iniziato a lavorare sul mio viso e corpo in modo artistico nel 2007, ho fatto anche delle piccole mostre e concorsi e poi mi sono bloccata: la parte lavorativa come make up artist continuava ma quella artistica no, non so bene perché, insoddisfazione, insicurezza e poi questo teschio mi ha risollevato, quindi posso dire che questo è il lavoro che al momento quando lo guardo mi soddisfa e mi spinge a farne ancora ancora e ancora. (* vedi foto)

Quali consigli daresti a chi vuole fare il tuo stesso lavoro?
Il consiglio che voglio dare è quello di studiare e aggiornarsi continuamente, quindi poi di provare, sperimentare prodotti e tecniche, di fare più esperienze possibili con tutta l’insicurezza del caso, con umiltà, determinazione e professionalità e con i pennelli sempre puliti ovvio.
Hai progetti in cantiere o obbiettivi per il tuo futuro?
Sul mio pc ho una cartella “work in progress” con tante sottocartelle ognuna con una voce diversa; sono tutti progetti, idee, ricerche che sto portando avanti, con l’obiettivo di almeno finirne uno, uno alla volta. Ho la tendenza a voler fare troppe cose e ad aprire troppi cassetti, ma mi do questo obiettivo per il futuro: poter veramente far emergere la parola “Artist” che si trova all’inizio e alla fine del mio biglietto da visita.

di Sara Brasacchio

SitoWeb:  www.nattashalapiana.it
Instagram: nat3tasha