Chi possiede l’isola di Cuba ha la chiave del Nuovo Mondo

Re Filippo II Di Spagna pronunciava queste parole nel sedicesimo secolo, naturalmente intendendo Cuba come il miglior avamposto navale per controllare il commercio ed il trasporto di merci verso il Nuovo Mondo. Oggi possiamo reinterpretarle in modo diverso. Cuba incarna per i pochi che davvero la conoscono e hanno avuto l’acume di studiarne le vicissitudini, la speranza che il Mondo possa percorrere strade diverse oltre a quella convenzionale da tutti conosciuta, occidentale, anglosassone, pragmatica, individualista e ultra-liberista. Non siamo noi deputati a dire se sia o meno la scelta politica migliore, ma è nostro dovere descriverla.
Nel 1959, in piena guerra fredda, dopo vari tentativi, Fidel Castro guida finalmente vittorioso la rivolta che rovescia il regime di Batista e dichiara a partire dal 1961 lo Stato Socialista, avviando una stagione di riforme radicali.
In molti, soprattutto sostenitori della via e cultura statunitense, tacciano lo Stato Socialista di mancato rispetto dei valori democratici e dei diritti umani, considerato il sistema monopartitico instaurato dalla rivoluzione. La situazione è però decisamente più complessa e articolata: c’è un profondo senso democratico a Cuba, una decisa spinta partecipativa al sistema elettorale, ma una particolare articolazione legislativa.
La “Ley 72” regolamenta il sistema elettorale cubano, approvata nel 1992 introduce il voto diretto e libero nelle elezioni Provinciali e Nazionali. Hanno diritto di voto tutti i cittadini che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età. Gli stessi hanno diritto a candidarsi ai Consigli Municipali e Provinciali, mentre per candidarsi all’Assemblea Nazionale dei Deputati è necessario aver compiuto 18 anni ed essere stati candidati almeno una volta alle elezioni provinciali.
Cuba è suddivisa in 14 Province e 169 Municipi. All’interno dei Municipi vi è un’ulteriore suddivisione in 14.533 circoscrizioni elettorali, vero fulcro della vita politica cubana. All’interno delle circoscrizioni, ogni due anni e mezzo(ogni cinque anni per le elezioni Provinciali e Nazionali) si tengono assemblee generali, nelle quali ogni cittadino ha diritto ad esprimere la candidatura propria o di qualcuno illustrandone pubblicamente le qualità. Le candidature non emergono quindi dal Partito, come comunemente viene esposto, ma direttamente dal popolo. Attraverso questo metodo vengono selezionati metà dei candidati all’Assemblea Municipale del Potere Popolare, l’altra metà viene proposta dalle “Commissioni di candidatura”, composte da rappresentanti della Centrale dei Lavoratori di Cuba, dei Comitati di Difesa della Rivoluzione, della Federazione delle Donne Cubane, dell’Associazione Nazionale dei Piccoli Agricoltori, della Federazione Studentesca Universitaria e della Federazione degli Studenti della Scuola Media.
Selezionati i candidati si procede alla conferma, o meno, degli stessi tramite elezioni generali. Solo coloro che ottengono la metà più uno dei voti nella propria circoscrizione comporrà l’Assemblea. E’ importante inoltre sottolineare come nessuno degli eletti è un politico professionista: ognuno svolge la propria attività a titolo gratuito e volontario.
Il Governo centrale si compone di tre organi principali. L’Assemblea Nazionale del Potere Popolare ricopre i poteri costituente e legislativo, ed elegge i componenti degli organi esecutivi e giudiziari. Una rappresentanza dei Deputati è raccolta nel Consiglio di Stato, presieduto dal Presidente. Infine il terzo organo, che ricopre l’esecutivo, è il Consiglio dei Ministri.
E’ facile quindi vedere come Cuba sia una Repubblica Democratica, certo non di stampo liberale, ma di stampo socialista. I sistemi scolastico e sanitario sono totalmente gratuiti, ogni anno progrediscono in qualità e possibilità di servizio, a dimostrazione della premessa iniziale: una via differente rispetto alla più quotata è possibile e realizzabile. Il sistema economico è stato inizialmente impostato in modo molto rigido comunista, stringendo da subito relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica, da cui Cuba ha mutuato l’impostazione economica, subendo di conseguenza il pesante embargo statunitense. Con il passare degli anni però, dopo la caduta del blocco comunista, e soprattutto con il ritiro a vita privata di Fidel Castro e la breve ascesa del fratello Raul, il sistema economico cubano si sta ammorbidendo, l’embargo americano si è drasticamente ridotto e i rapporti con l’”occidente” stanno evolvendo velocemente a favore di una ulteriore liberalizzazione dell’economia cubana.
La speranza è che questa evoluzione non intacchi il profondo senso sociale di questo Paese, ciò che l’ha distinto da altre esperienze fallimentari, e che Fidel ha sempre tentato orgogliosamente di evitare. Cuba è appena nata, suo “Padre” ha definito fino al 2006 la sua identità, ora tocca ai cubani trovare il giusto mezzo tra gli insegnamenti del patriarca e il mondo in continua evoluzione.

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