Alfa Romeo: la grande assente torna alle corse dopo 30 anni

22 Mar 2018 0 Di il cosmo

Quella di Alfa Romeo è una storia fatta di innovazione, velocità, tradizione e soprattutto di orgoglio nazionale. L’enorme schiera di “alfisti” è in subbuglio per la loro (e non solo) notizia dell’anno: il “Biscione” torna in Formula 1. Grande assente dal 1988, ricomincia ad emozionare e far sperare con la C37, la monoposto nata dalla collaborazione tra Alfa Romeo e Sauber. La partnership prevede anche una cooperazione commerciale e tecnologica con uno scambio reciproco di conoscenze ingegneristiche e tecniche. La storia dell’Alfa ha appassionato generazioni. È quindi normale vedere brillare gli occhi degli appassionati all’idea di rivedere in pista una leggenda. Lo svedese Marcus Ericsson e il monegasco Charles Leclerc, al suo debutto, avranno l’arduo compito di riportare agli allori il “Biscione”. La C37 ha l’Italia nel cuore: la Power Unit Ferrari 2018 anima quella che è già stata definita “la regina” per quanto riguarda la bellezza. Il bianco e il rosso predominano e lo stemma storico è protagonista del design con l’immancabile quadrifoglio verde. Il modo migliore per toccare con mano l’essenza storica fatta di grandi ingegneri, designer e piloti è quello di farsi un giro nel Museo Alfa Romeo di Arese, per capire che oltre ad un’industria pilastro di uno Stato, c’era anche il mito nelle corse. Come team in F1 ha vinto due mondiali, con 10 vittorie, 12 pole position negli anni ‘50. Per non parlare poi del dominio nelle altre corse internazionali. Il “Biscione” ha più di 100 anni di esperienza nelle corse: il debutto è avvenuto nel 1911. Ma è tra gli anni ‘30 e gli anni ‘50 che avviene il dominio incontrastato nella competizione su ruote. Vince il primo campionato del mondo nel 1925 con la P2 e il secondo nel 1932 con la P3, in questo caso una leggenda ha guidato una leggenda: Tazio Nuvolari era al volante di quella che ancora oggi è considerata una delle macchine da corsa migliori della storia dell’automobilismo. La 158 e la 159 consacrano il “Biscione” agli inizi degli anni ‘50 con la conquista dei Mondiali Formula 1 (1950 e 1951). Poi il ritiro nel 1952 per crisi economica e il ritorno vent’anni dopo, negli anni ‘70 come fornitore di motori per McLaren e March, prodromo del 1979 quando ritorna come costruttore con la 177 che però non è altro che l’immagine sbiadita di quello che l’Alfa Romeo era. Il 1985 è l’ultimo anno da costruttore, ma rimane nelle corse fino al 1988 come fornitore di motori per l’Osella, piccola scuderia italiana ricordata per i tanti ritiri e i risultati inesistenti. Come per tutte le grandi leggende la storia continua. Da domani l’Alfa Romeo con Sauber potrà aggiungere un altro pezzo alla sua storia ultracentenaria di allori e dolori. Domani, venerdì 23 marzo, inizierà il Mondiale di Formula 1 2018 con le prove del Gran Premio d’Australia. Si attende però con impazienza lo spegnimento dei semafori di domenica 25 per la gara vera e propria.