Gabriele,il carrozziere artista che ridà vita agli oggetti

22 Marzo 2018 0 Di il cosmo

Dare nuova vita: è questo, tra i tanti, uno degli obiettivi dell’arte. Ci sono artisti che ridanno valore a dei materiali, trasformandoli in pezzi unici e originali; c’è chi regala nuove prospettive attraverso quadri o fotografie d’autore; c’è anche chi rispetta l’originarietà e l’utilità di un oggetto, senza snaturarlo, ma dandogli un nuovo volto. È in quest’ultima categoria che rientra Gabriele Mannai, grazie a un particolare processo creativo: la cubicatura.
Gabriele, 28 anni, lavora nella carrozzeria ‘Spattini’ di Cavaglià, azienda di famiglia in cui, nel 2014, inizia a specializzarsi in questa tecnica: «Vidi alcuni video su YouTube, trovati mentre guardavo filmati inerenti al mio lavoro. Mi colpì – racconta Gabriele – un video in cui un ragazzo americano spiegava proprio quest’arte, che in Italia era ancora pressoché sconosciuta: fu difficile, infatti, trovare qualcuno che potesse aiutarmi a imparare. A farmi strada fu, poi, una persona di Bergamo che importò questo processo dalla Russia».
Con la cubicatura dei materiali si è profondamente rivoluzionato il modo di personalizzare i propri oggetti: non solo, infatti, caratterizzazioni classiche e applicate, ma una vera e propria trasformazione che dà nuova vita a qualsiasi materiale, dal legno alla plastica, dalla ceramica ai metalli attraverso un rivestimento decorato che “veste” qualsiasi forma in maniera perfetta e omogenea.
Come funziona: questa tecnica – nata in Giappone – utilizza una particolare pellicola creata in laboratorio chimico; il film galleggia sulla superficie dell’acqua e il trasferimento di esso sull’oggetto avviene sfruttando la pressione dell’acqua stessa, prima “attivata” da un solvente specifico che ha la funzione di sciogliere la trama della pellicola sull’oggetto immerso in una speciale vasca di lavorazione termoregolata. La conclusione della lavorazione avviene con l’applicazione di uno strato di trasparente lucido o opaco, che serve a dare la giusta lucentezza alla decorazione scelta e a proteggere la superficie dai graffi.
Gli oggetti personalizzabili non sono limitati: dai caschi alle chitarre, dagli strumenti musicali ai cerchioni e i cruscotti delle auto… Tutto ciò a cui, insomma, vogliamo dare la nostra personale impronta.
«È una lavorazione che richiede tecnica, precisione e pazienza – spiega Gabriele -: ci ho messo nove mesi prima di riuscire a concludere il mio primo lavoro ben fatto. Mi esercitavo per ore, fuori dagli orari di lavoro, proprio perché fin da subito avevo capito che si tratta di un processo difficile». È così, dunque, che nascono cover personalizzate per lo smartphone, joystick colorati, chitarre elettriche che sembrano avere la pelle metallica di un serpente, strumenti musicali che acquisiscono l’idea di essere di un materiale diverso. «La costanza premia: siamo soddisfatti degli oggetti che riusciamo a personalizzare in carrozzeria, perché – conclude Gabriele – ogni pezzo è unico nel suo genere e, soprattutto, si lega a quella che è l’individualità di ogni persona che si rivolge a noi».