Loredana Vaccarotti, l’agone politico per combattere i pregiudizi sulle donne

“Yes, I Can”. Parafrasando Barack Obama, a Viterbo c’è una donna che ‘pretende’ di fare il Sindaco, anzi la Sindaca. E’ Loredana Vaccarotti, 45 anni, laureata in Conservazione dei beni culturali e ambientali, indirizzo archivistico storico.
“Nella vita privata sono moglie e mamma, il che mi porta a fare come tutte le donne la cuoca, la domestica, l’autista, il medico, la psicologa, l’insegnante, la commercialista, l’intermediaria e l’organizzatrice. Nella vita pubblica sono una lavoratrice a 360 gradi. Insegnante precaria, archivista, titolare di un’agenzia di animazione, scrittrice di libri storici, blogger ironica e in ascesa politica”. Segretaria provinciale di Rivoluzione Cristiana, pare che le sue giornate non durino 24 ore, ma di più: “Una donna spesso si trova davanti al fatidico bivio: il lavoro o la famiglia? Io per prima, 15 anni fa in piena carriera, ho dovuto rinunciare a un contratto con uno stipendio quasi da parlamentare, questo perché il lavoro mi avrebbe portata fuori dall’Italia (in Armenia e Kazakistan). Una rinuncia sofferta, ma ne è valsa la pena con due bellissime figlie. Non è facile incastrare la vita privata con quella di lavoro, bisogna essere brave organizzatrici, con forte elasticità mentale”. nE dire che l’Italia non supporta le mamme in carriera: “Siamo penalizzate. Non ci sono neanche strutture dove poter lasciare i nostri figli, strutture all’interno delle società attrezzate di asili. Questo permetterebbe a molte donne di non abbandonare il lavoro davanti a una scelta di vita bellissima”.
Ci vuole pure molta creatività: “E’ un po’ il motore di tutto, il sale della vita. È una competenza che non molti hanno. Sicuramente è insita nella personalità di alcuni individui, ma secondo me si può anche maturare in base a un contesto. Persone con una mente flessibile e complessa, sempre pronte ad accettare le sfide”.
La donna, non solo quella che lavora, deve anche guardarsi da approcci sgraditi: “Essendo una donna e non una donna-scaldabagno, devo dire che di avances durante i colloqui – e non solo – ne ho ricevute a go-go. Gli ammiccamenti, per usare un termine soft, sono stati e ci sono all’ordine del giorno. Per noi donne, è una scocciatura in più, doversi difendere con la psicologia per far capire che ‘non c’è trippa per gatti’ e nello stesso tempo essere educate e non rischiare la rottura di una collaborazione lavorativa”.
Colloqui, domande scomode: “Più che altro, spesso stupide. Del tipo: sei sposata? Sì. Bene, sei felice? Sì. Eh, ma sai, una bella donna come te, un vulcano come te, meriterebbe molte più attenzioni. E così via”. Spesso le donne si devono confrontare con tutto ciò anche perché sono sottoposte e non comandano: “Ce ne sono ancora troppo poche. Siamo il Paese dove bisogna mettere una leggere, tipo le quote rosa, per sensibilizzare il mondo dei maschietti. Continuiamo a festeggiare la festa della donna quando ancora le donne percepiscono uno stipendio pari al 20% in meno degli uomini. Siamo ancora una nazione arcaica e chiusa mentalmente”.
Anche per questo motivo Loredana Vaccarotti ha deciso di scendere in campo: “Poco meno di un mese, durante una conversazione politica con un uomo beta, mi ha detto: sei una donna preparatissima, carismatica, capace e anche ironica, avresti tutte le carte per fare anche il sindaco di questa città, ma purtroppo sei una donna. Non ci crederete, forse è utopia voler fare il sindaco di una città dove mi conoscono ancora in pochi, ma la motivazione mi ha fatto davvero pensare di accettarla come sfida. Votandomi, si voterebbe il cambio di questa mentalità ottusa e maschilista”.

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