Manuela Fensore, artista del latte

Nome? Manuela Fensore
Età? 27 anni

Professione? Trainer/Barista

Parlaci di quando è iniziato tutto?
Ho iniziato nel Maggio 2014 a praticare il lavoro di barista e grazie alla mia socia Carmen Clemente, che mi ha saputo trasmettere la passione per la latte art, insegnandomi le basi giuste per poter iniziare a lavorare dietro al banco di un bar.
Nel 2015 io e Carmen abbiamo fatto un corso con Luigi Lupi ( il papà della latte art e del caffè ) per impostare le basi vere di cuore e foglia con la tecnica del free pour, ovvero quella tecnica che vede il versamento di liquidi a mano libera. Da quel momento in poi ho iniziato ad allenarmi, anche se non con costanza. Poi successe un evento della mia vita, che la cambiò radicalmente. Il 7 Luglio del 2016 mi venne un embolia polmonare, mi diedero solo 3 ore di vita. Quella notte fu un vero inferno, la più brutta della mia vita. Aspettavo con disperazione qualcosa, che in realtà non arrivò. Mi dimisero, allungando i tempi di vita di un anno.
Quando hai scoperto di avere questo talento?
Ho scoperto di avere questo talento, quando dopo l’accaduto, il pneumologo mi disse che dovevo fermarmi e smettere di lavorare almeno per un anno, quindi ho voluto trasformare un periodo cosi brutto e negativo in un qualcosa di costruttivo e positivo e cosi chiesi alla mia socia di supportarmi e “sopportarmi” nel starmi accanto e prepararmi le basi dell’espresso mentre io mi dedicavo alla montatura del latte! La mia costanza mi portava a fare un consumo eccessivo di latte, circa 70/80 litri di latte al giorno!! Ma giorno dopo giorno, miglioravo sempre di più, e la passione per questo hobby era sempre più gratificante! Da li ho incominciato a pensare alla mia prima competizione che avrei fatto per raggiungere il SIGEP (Salone Internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione Artigianali e Caffè ). Questo era il modo per potermi ripagare tutti gli sforzi e sacrifici fatti! Volevo tornare a casa da mio figlio e dirgli: “Amore mio, mamma ti dedica questa vittoria! Grazie per avermi aspettata”.
Quanti esperimenti hai fatto prima di raggiungere il titolo di campionessa italiana di latte art?
Ho fatto una prima competizione in Faema, dove vinsi la Faema E61 Legend, ma fu la prima volta che mi affacciai alle selezioni per il mio primo anno di competizione ufficiale che mi avrebbe portato alle nazionali! Quindi decisiche per la mia prima competizione avrei dovuto portare la mia storia, me stessa!!! Le tre fasi dell’ angelo, rappresentano me in tre periodi della mia vita: l’angelo rannicchiato rappresenta il mio periodo buio, il risveglio dell’angelo rappresenta me, la mia ripresa e la voglia di ritornare a volare e l’angelo in volo, io che riprendo a volare perchè ho vinto questa battaglia!! A due settimane dalla competizione al SIGEP, ho dovuto rivoluzionare il mio modo di lavorare, perchè mi ero preparata su alcune tecniche, ma poi hanno modificato il regolamento, quindi ho dovuto modificare una delle tre figure della mia storia per riuscire a realizzarla solo in free pour, ossia a mano libera!! Fu un impresa difficilissima! Da lì, notti in bianco, ore piccole e tanto tanto allenamento, dalle 4 del mattino sino alle 7, dopo l’apertura del bar mi allenavo comunque a tratti, chiudevo alle 17:30 e riprendevo ad allenarmi fino a mezzanotte!! Non solo, andavo anche a Piacenza, alla Musetti Srl, per farmi seguire ed allenare da mio coach Luigi Lupi, perchè volevo raggiungere la perfezione!!! E cosi, si avverò il tutto!!! Costanza e passione, l’ingrediente perfetto!!!
Hai fondato la Barlady Café Academy. Come è nata questa idea?
É nata insieme alla mia socia Carmen Clemente nonché titolare del bar! La nostra voglia di fare latte art ci ha invogliate a trasmettere e formare altri ragazzi che come noi erano alla ricerca di un posto che si dedicasse solo alla formazione pratica e non teorica!!! Quindi da noi si pratica latte art in modo individuale, perchè crediamo alla formula face to face!! Formula per noi vincente!!
Alcuni cappuccini fatti da te appaiono invitanti e colorati. Quale è il segreto?
Il segreto sta nella montatura del latte!!! Se si riesce ad ottenere una morbida e setosa crema di latte, si riesce sicuramente a lavorare la crema e a stendere in modo semplicissimo i coloranti alimentari oppure il topping al cioccolato! Poi io ho sempre amato disegnare, e quindi ho inserito il painting nel locale della mia socia, rendendo cosi la Barlady Café un vero punto di incontro per chi ama ogni tipo di attenzioni durante una colazione o un braek! Concquistiamo così non solo bambini, ma anche le mamme!!
Quali altri obiettivi vorresti raggiungere in futuro e quale consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere la stessa tua strada?
I miei obbiettivi futuri sono riuscire a vincere il titolo mondiale, e portare in alto per la prima volta l’Italia. Sarebbe un sogno, e poi continuare insieme alla mia socia la nostra scuola di formazione, La Barlady Café Academy, in modo da dare a chiunque voglia cimentarsi in questa meravigliosa arte, una fantastica opportunità di formazione pratica e un punto di incontro per tutti i latte artist umili che hanno voglia di condividere la passione per il caffè con noi!!!! Consiglio a tutti i ragazzi che vogliono percorrere la mia stessa strada di metterci tanta costanza e tanta passione nell’allenamento e sopratutto di non abbattersi mai, perché ci sarà sempre qualcuno nel campo della latte art, ma in tutti i campi, che proverà a sminuire qualcun’ altro, vuoi per invidia o fastidio. Queste sono persone che non amano condividere. E’ successo a me, ma a me le critiche mi hanno solo fortificata, mai fermata. L’umiltà mi é sempre appartenuta!! Quindi non mi abbasserò mai a certi livelli, fortunatamente!!! Ai miei ragazzi dico sempre: “Avanti tutta, perché se ce l’ho fatta io, ce la può fare chiunque!! Basta volerlo!!”

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