Ridateci il sole

“Per un’ora di sole venderei anche il cuore”. La parafrasi della celebre canzone dei Matia Bazar potrebbe essere il leit motiv che, da giorni, circola nella testa di ciascuno di noi. C’è bisogno di sole, di luce, di calore; in senso fisico, ma anche spiritualmente parlando, visto l’arrivo dell’imminente Pasqua. E’ di poche settimane fa la diatriba sull’abolizione o meno dell’ora legale; anche nel 2018, però (e per fortuna aggiungerei), le lancette verranno spostate in avanti per tornare a godere dei benefici dell’enorme sfera gialla. E chissà che, il sole, a partire da sabato notte, non torni davvero a scaldarci tutti. Le cronache di questo avvio di primavera sono, infatti, glaciali. Due femminicidi a distanza di pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro e dai contesti simili; ragazzini bullizzati in rete, una guardia alpina che viene arrestata per aver prestato soccorso ad una donna di origine nigeriana incinta di otto mesi. Freddo, tanto freddo. L’assenza di Luce annebbia anche quella che dovrebbe essere vista come normale quotidianità: una professoressa che mette un brutto voto ad un alunno impreparato e che, invece, viene presa a pugni. Percosse, quelle registrate in campo scolastico, sempre più frequenti sia da parte degli studenti (emblematico il caso del ragazzino di terza media che manda in ospedale la vicepreside) che dei genitori degli stessi. L’ultimo episodio, in ordine cronologico, è avvenuto poco fa a Firenze, dove un liceale ha colpito l’insegnante per avergli sequestrato lo smartphone. Ben venga l’ora legale, dunque, e poco importa se domenica ci sveglieremo tutti un pochino più assonnati.

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