Storia di internet

Internet è considerato quasi sinonimo di innovazione, malgrado i primi impieghi risalgano alla fine degli anni Sessanta e la diffusione più massiccia fra la popolazione negli anni Novanta. Eppure, nonostante il web di per sé non sia sicuramente più una novità, il mondo della rete si distingue ancora per una capacità di innovarsi a velocità esponenziale. Chi ricorda i siti 1.0 degli anni Novanta, pagine coloratissime dove l’interattività era ridotta ai minimi termini se non inesistente? In vendita si trovavano libri con elenchi di siti web e relativi indirizzi, suddivisi per argomento. Sopperivano a motori di ricerca poco diffusi e ben lontani dall’efficienza odierna. Basta dare un’occhiata al proprio smartphone o smartwatch con queste immagini ancora nella mente, per rendersi conto di come internet e le tecnologie che lo sfruttano si siano evolute a passi da gigante. Le novità, dunque, si susseguono l’una dietro l’altra, al punto che spesso risulta difficile individuare cosa sia tale e cosa invece sia ormai storia (informaticamente parlando). Si possono però prendere in esame alcune tendenze che, sebbene non siano novità assolute, sono senza dubbio interessanti ed esemplificative del potere della rete. La prima è quella del cosiddetto “Internet of things”, ossia l’”internet delle cose”. Concetto introdotto nel lontano 1999, ma che ultimamente si sta facendo sempre più concreto. Si definisce “internet delle cose” la connessione alla rete di oggetti. La lavatrice che avvisa il proprietario, mediante smartphone, di avere finito il ciclo di lavaggio. Una sveglia che “si informa” sulle condizioni del traffico per decidere a che ora suonare. Il termostato che valuta le previsioni del tempo per impostare la potenza del riscaldamento. L’auto da ritrovare tramite segnale collegato allo smartphone. Un frigorifero fantascientifico che avvisa quando un prodotto è terminato o scaduto. Proprio in questo ambito, nel 2017 si è diffusa in Italia una delle applicazioni più note dell’”internet delle cose”: gli “Amazon Dash button”. Piccole chiavette munite di tasto per ordinare la spesa, letteralmente, con un clic. È sufficiente impostare il prodotto a cui le si vuole collegare. In seguito, basta schiacciare il tasto perché parta un ordine per il prodotto stabilito, che arriverà a casa entro due giorni. Ma l’”internet delle cose” è sicuramente destinato a espandersi ulteriormente. Tutto, potenzialmente, potrebbe essere collegato in rete ed essere controllato in remoto. Ovviamente, la cosa non è esente da rischi. Tutto, infatti, si basa sul passaggio di grandi mole di informazioni. Chi siamo, cosa facciamo, in che orari, cosa compriamo. Sicuramente, i tecnici del settore dovranno tenere presente questo aspetto. Ma intanto, è affascinante vedere internet espandersi. Un altro concetto che merita attenzione è quello di “industria 4.0”. Si tratta di un modello di produzione in cui l’informatizzazione ha un ruolo di primaria importanza. In questo tipo di industria, gran parte dei processi sono controllati dai sistemi informatici e i macchinari operano in connessione. Tale modello promette cambiamenti così rilevanti da essere definito come la quarta rivoluzione industriale. Si prospettano miglioramenti nella produttività, nel controllo qualità e anche nella sicurezza sul lavoro. Se il concetto di “industria 4.0” può apparire per “addetti ai lavori”, è interessante notare che uno dei suoi aspetti riguarda più strettamente il consumatore finale. Grazie al 4.0, infatti, si può dare nuovo impulso alla “personalizzazione di massa”. Un’espressione che solo apparentemente costituisce un ossimoro: si riferisce infatti alla possibilità di offrire al cliente prodotti personalizzati pur mantenendo tutti i vantaggi di una produzione di massa. E il futuro è qui, come diceva una vecchia pubblicità: sono già molte le aziende che offrono la possibilità, mediante i loro siti internet, di costruirsi un prodotto su misura da personalizzare fin negli ultimi dettagli per poi vederselo comodamente recapitare a casa.

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