Ugo Tramballi: “Cuba senza Castro? Non cambia nulla”

Firma storica del Sole24Ore, Ugo Tramballi racconta così le elezioni a Cuba: “In realtà è già tutto deciso. Raul Castro resterà sempre il comandante delle Forze Armate, che sono coloro che veramente governano nell’isola. Politicamente ed economicamente. Una volta era la raccolta della canna da zucchero, oggi l’industria farmaceutica, il turismo, le linee aeree, la produzione dei famosi sigari”.
Insomma, tutto cambia perché nulla cambi. Anche se Raul Castro lascerà la carica di presidente della Repubblica di Cuba: “Resterà tutto immutato, pur con le lente aperture economiche che già ci sono state e che proseguiranno”. L’unica variabile impazzita potrebbe essere Donald Trump, presidente degli Stati Uniti: “Dovesse fare qualcosa di strano ed estremo nei confronti di Cuba, potremmo assistere a qualche colpo di scena. Altrimenti, si seguirà il modello cinese. Nei prossimi cinque anni Cuba si aprirà ulteriormente dal punto di vista economico, ma non della democrazia”. Cuba è un’eccezione dell’America Latina e anche come dittatura è esempio unico: “Un paio di anni fa la gente si lamentava del regime, ma molti ricordavano anche come Castro abbia fatto molto per Cuba, garantendole visibilità a livello mondiale. Dunque, c’è sì voglia di cambiamento, ma non di rivoluzione. Si tratta di un Paese molto orgoglioso, fin dalla rivoluzione del 1959. C’è pressione per un cambiamento economico, non per il sistema politico”.
Vero è anche che i leader castristi hanno lavorato d’astuzia in tutti questi decenni: “Non abbiamo capi e politici con piscine nelle ville. Qui non è come il Medio Oriente che se cade un leader, crolla tutto il sistema. Qui, da Fidel a Raul, c’è stata continuità. E anche se per la prima volta non ci sarà uno della famiglia a presiedere la repubblica, non vedremo cambiamenti”.
Un po’ diversa era Cuba quando Fidel era presidente ed era nel pieno dei suoi poteri: “Era un accentratore, voleva sempre stare al centro dell’attenzione. Non ha mai fatto vere e proprie riforme economiche perché sapeva che, altrimenti, avrebbe dovuto anche concedere libertà politiche. Nel2006, quando ha avuto il malore, ha perso potere. Fino a quel momento, però, lui era il vero capo, con i militari comunque sempre presenti. Questi, con l’arrivo di Raul, hanno riempito il vuoto di potere che si era creato”. Insomma, Cuba proseguirà a essere “uno dei Paesi marxisti del Terzo Mondo con maggiore stabilità politica. Anche dopo le elezioni. Continuerà il Partito Comunista a operare il controllo politico, affiancato dai militari, ma le aperture economiche saranno sempre maggiori”.

Rispondi