Bambinisenzasbarre: perchè i piccoli sono innocenti

29 Marzo 2018 0 Di il cosmo

Ventidue giocatori in campo, alcuni calciatori professionisti e tanti bambini a fare il tifo. A rendere una partita tra dilettanti così importante, però, è il luogo, chi è in gioco e la natura della manifestazione: il carcere è lo stadio, i detenuti i calciatori, il pubblico i loro figli. Una delle iniziative più belle organizzate dall’associazione Bambinisenzasbarre è senz’altro “la Partita con papà”. Il dicembre scorso a scendere in campo con la maglia blu i detenuti papà che si sono scontrati con le maglie gialle portate da quelli “senza figli”. “I diritti dei grandi iniziano dai diritti dei bambini” è quello che si legge sulle maglie preparate per l’occasione. Per quei tanti bambini a bordo campo è stato un momento di festa per vedere il proprio padre al di là delle sei ore mensili, è stato forse il regalo di Natale anticipato. Un’unica domanda proveniva dai detenuti papà: «Ma quando arrivano i famigliari?». Un pochino in ritardo rispetto al fischio d’inizio a causa dei controlli di routine, ma non importava. Quando il folto gruppo di bambini è entrato a bordo campo la squadra blu ha fermato il gioco, per correre verso la vittoria più grande: il sorriso e i saluti dei loro figli che hanno atteso per mesi questa partita e non hanno risparmiato il tifo per tutto l’incredibile pomeriggio.
“La Partita con papà”, “Spazio Giallo”, “Il poliziotto e il dinosauro” e gli Interventi per la genitorialità in carcere sono solo alcune delle attività svolte da Bambinisenzasbarre. L’associazione è impegnata nella tutela dei bambini figli di persone detenute e lavora da 14 anni per dare sostegno psicopedagogico ai genitori detenuti e ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o entrambi i genitori. È presente in Lombardia, Piemonte, Toscana, Campania, Puglia e Sicilia e sul territorio come agenzia psicopedagogica specializzata. L’associazione ha firmato il 6 settembre 2016 il rinnovo del Protocollo “Carta dei figli dei genitori detenuti”, insieme al Ministro della Giustizia Andrea Orlando e alla Garante Nazionale dell’Infanzia e Adolescenza Filomena Albano. La Carta è un documento unico in Europa che impegna il sistema penitenziario del nostro Paese a confrontarsi con la presenza quotidiana del bambino in carcere, se pure periodica, e con il peso che la detenzione del proprio genitore comporta. L’interruzione dei legami affettivi tra genitori detenuti e figli, come statisticamente provato, può incrementare fenomeni di abbandono scolastico, devianza giovanile, disoccupazione, illegalità, disagio sociale e aumentare i casi di detenzione tra i figli di genitori detenuti. Proprio per questa ragione la missione di Bambinisenzasbarre è promuovere il mantenimento della relazione figlio genitore durante la detenzione e sensibilizzare la società civile in favore dei minori. Un intervento di sostegno e accompagnamento della relazione genitoriale durante l’esperienza della carcerazione si configura quindi come intervento di prevenzione sociale. I laboratori sulla maternità e i laboratori sulla paternità nellle carceri sono strumenti formativi e di informazione per i genitori detenuti e rappresentano un osservatorio permanente che alimenta una ricerca/mappatura permanente sulla genitorialità, che cerca di integrare gli aspetti della pratica con le teorie psicopedagogiche applicate all’ambito penitenziario. Lo “Spazio Giallo”, invece, è un luogo di accoglienza dei bambini che si preparano al colloquio con il genitore detenuto, ideato a misura di bambino, un’isola dentro sì, ma separata dal resto del carcere. “Il poliziotto e il dinosauro” è il laboratorio artistico che permette ai bambini di esprimere la realtà che stanno vivendo con la possibilità in alcuni casi di dipingere alcune aree del carcere insieme a uno dei genitori per aumentare la consapevolezza del luogo in cui il piccolo si trova.

di Deborah Villarboito