Il Cyberbullismo

È un neologismo, un termine nuovo, ma ormai da diversi anni è noto a giovani e meno giovani: si parla del “cyberbullismo”, il bullismo in rete. Sono diversi, purtroppo, i casi di cronaca che ne testimoniano gli effetti più gravi ed estremi. Al cyberbullismo si possono imputare diversi suicidi e tentati suicidi. A testimonianza del fatto che si tratta di una realtà devastante, da non sottovalutare. «Il cyber bullismo e la manifestazione in Rete di un fenomeno piu ampio e meglio conosciuto come bullismo – è la definizione ufficiale del Governo italiano – Quest’ultimo è caratterizzato da azioni violente e intimidatorie esercitate da un bullo, o un gruppo di bulli, su una vittima. Le azioni possono riguardare molestie verbali, aggressioni fisiche, persecuzioni, generalmente attuate in ambiente scolastico». Ma perché il cyberbullismo è ancora più insidioso? «Oggi la tecnologia consente ai bulli di infiltrarsi nelle case delle vittime, di materializzarsi in ogni momento della loro vita, perseguitandole con messaggi, immagini, video offensivi inviati tramite smartphone o pubblicati sui siti web tramite internet. Il bullismo diventa quindi cyberbullismo. Il cyberbullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate mediante strumenti elettronici il cui obiettivo e quello di provocare danni ad un coetaneo incapace a difendersi». Uno dei casi più noti riguardò Novara: qui, all’inizio del 2013, Carolina Picchio si tolse la vita a soli 14 anni. La sua morte è una ferita che non potrà mai essere sanata, una sconfitta per l’intera società civile. Ma la tragedia non cadde nell’indifferenza: la nuova legge contro il cyberbullismo, entrata in vigore lo scorso anno, porta il nome della senatrice Elena Ferrara, che fu insegnante della ragazza. La legge introduce alcune importanti novità. Sancisce innanzitutto la possibilità di inoltrare una segnalazione al gestore del sito internet dove avvengono fatti riconducibili al cyberbullismo e, nei casi in cui il procedimento non abbia esito nel tempo stabilito, la possibilità di presentare istanza al Garante per la protezione dei dati personali per la rimozione del contenuto. Sul fronte invece dei responsabili di cyberbullismo, si inserisce la misura dell’ammonimento. Il minore che si rende autore di gesti di questo tipo, finché non siano proposte denunce per determinati reati, può essere convocato dal Questore in compagnia di un genitore e ricevere l’ammonimento. La legge prevede inoltre diverse forme di prevenzione del cyberbullismo, con attività di formazione sia per i ragazzi che per i professionisti del settore.

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