La “nobile arte” in lutto: lo sport perde Aureliano Bolognesi

La “nobile arte” in lutto: lo sport perde Aureliano Bolognesi

5 aprile 2018 0 Di il cosmo

Nel ring di Helsinki conquistò l’oro olimpico. Vinse, con il suo stile inconfondibile da signore di altri tempi. Aureliano Bolognesi è morto a 87 anni. Genovese nato a Sestri Ponente il 15 novembre del 1930, aveva iniziato a combattere a 16 anni, nel ‘46, nella palestra di Cornigliano con il maestro Speranza. Tra i Dilettanti aveva perso solo una volta su 141 incontri. Era diventato professionista nel 1954, ma fu costretto a ritirarsi dopo appena due anni per una lussazione alla spalla, causata da un incidente, con il record di 21 vittorie e due sole sconfitte. Ai Giochi finlandesi, nel 1952, Bolognesi vinse l‘oro nei Pesi Leggeri (60 kg) battendo in finale, 2-1 ai punti, il polacco Antkiewicz, che era stato campione olimpico a Londra nel 1948. Il capolavoro l’aveva compiuto già all’esordio, sconfiggendo il favorito della categoria Bobby Bickle, statunitense. Terminata la carriera agonistica, Bolognesi ha lavorato per anni come analista chimico, continuando però ad allevare giovani promesse del pugilato. Il 15 dicembre 2015 fu insignito del Collare d’Oro dal presidente del Coni, Giovanni Malagò, che aveva deciso di concedere l’onorificenza a tutti i campioni olimpici viventi della storia dal 1948 al 1994. Inoltre nel 1980 è stato nominato Commendatore della Repubblica Italiana. In un’intervista aveva raccontato: «Usavo l’intelligenza, mai la forza. E quando ho smesso ho iniziato a scrivere poesie. Ero “l’Artista del Ring”».