Benvenuti al Centro: Brunch o apericena? Sì, ma che se magna?

La Milano da bere forse non c’è più. Ma la Milano dell’apericena sì. Così come la Milano del brunch, quello che è una cosa a metà tra la colazione (breakfast) e il pranzo (lunch). Un po’ come essere eternamente in albergo davanti al buffet che la mattina vi propone il caffè nero bollente e pure la parmigiana.
Se scendiamo di 500 chilometri circa, l’importante non è coniare nuovi termini, ma mangiare. Anzi, magnà. Quindi, per il brunch, i romani diranno più prosaicamente ‘S’annamo a magnà qualcosa’. Per l’apericena, ‘Annamo a bere qualcosa’. Da una parte, una città che si sente mitteleuropea più che italiana e aspira a essere internazionale più che nazionalpopolare. Con quel pizzico di snobismo che, nel Centro Italia, viene tacciato con una frase divertente: “I milanesi? So tutto mi”.
Dall’altra parte, c’è Roma, la capitale d’Italia un po’ decaduta, ma che continua a sfoggiare le sue tradizioni. Il suo modo di parlare. Se qualcuno lo definisce coatto, loro se ne fregano. Se a Milano una cena è ‘easy’, a Roma è ‘Mettite quel caz** che te pare’. Talvolta, la cena è di lavoro. Si fa una sorta di briefing, insomma. E ai milanesi piace tanto sperimentare, usare vocaboli e verbi che non esistono, se non sotto la Madonnina, tipo: “Ci vediamo per brieffare”. Appunto, per fare il briefing. Il punto della situazione. A Roma, invece, pane al pane e vino al vino: “Se vedemo così te spiego”.
A prima vista potrebbe sembrare città contro campagna. Ma non è così, sappiatelo. È il modo di fare milanese e romano. Non per niente, spesso, i milanesi stanno antipatici ai romani e viceversa. Una si sente la locomotiva d’Italia, l’altra il vagone – ristorante. Dove ci si siede per chiacchierare di calcio, non di lavoro. Se al Nord la festa ha il suo ‘mood’ ed è ‘stilosa’ o ‘trendy’, a Roma ci sono gli imbucati. E guai ad apostrofare una ragazza con ‘Come sei stilosa’ sotto il Cupolone, la risposta potrebbe essere velenosa: “Stilosa sarà tu sorella”.

Ma non è questione di cultura. O meglio, sì. Ma non di cultura e sotto cultura. I romani potrebbero snocciolare ai milanesi, senza problemi, i nomi di tutti i e re gli imperatori dell’Antica Roma. A Milano, se va bene, si ricordano i nomi degli ultimi due sindaci. I romani ti sanno preparare in cinque minuti fettuccine o carbonara (e poi se le gustano con calma), i milanesi in quei cinque minuti hanno telefonato al capo, hanno risposto a una mail del dirigente, hanno fatto pesi e spizzicato una foglia di lattuga che spunta da un piccolo panino mentre, al telefono, spiegano all’amico dove c’è il puntello per la cena aziendale.

Non lo so chi vive meglio. A voi la sentenza.

Rispondi