Diario di bordo: Kenia

29 dicembre 2016. Mi trovo in Kenya ormai da tre giorni e la punta del mio naso alberga già un’ustione di quarantasettesimo grado. A farmi compagnia, ustionati anche loro, ci sono il mio compagno Luca e sua madre Patrizia. Le giornate trascorrono tra bagni in piscina, passeggiate in riva al mare ed abbuffate al ristorante del nostro resort. Passare il tempo in questo modo è molto rilassante, ma tra pochissimi giorni sarà capodanno, perciò dobbiamo decidere cosa fare. Dopo aver riflettuto e valutato le varie possibilità, ci rivolgiamo ad un’agenzia locale e prenotiamo un safari. I parchi più famosi del Kenya sono il Masai Mara e lo Tsavo National Park, ma optiamo per quest’ultimo, essendo più facilmente raggiungibile. Le soluzioni di alloggio durante il safari sono molteplici; siamo indecisi tra i campsites, dove gli ospiti dormono in tenda e i lodge, strutture ricettive ubicate in zone naturalistiche protette. Alla fine lasciamo che sia il costo a decidere per noi: vada per il lodge!
Finalmente partiamo: la mattina del 30 dicembre una grossa jeep viene a prenderci e conosciamo così il conducente, la nostra guida Ugo e l’altra famiglia che ci accompagna in questa avventura. La strada che ci porta all’ingresso del parco è lunga e dissestata; ci imbattiamo in numerosi villaggi dalle case di fango e veniamo più volte fermati da gruppi di bambini che, abituati ai turisti, ci chiedono in regalo indumenti, soldi, penne o caramelle.
Una volta superato il cancello d’ingresso del parco, iniziamo a vagare per la savana, circondati da uno scenario spettacolare. Il tettuccio della jeep è apribile, perciò godiamo di una vista a 360°.
La savana è verdissima (mi aspettavo una terra arida) e gli animali si confondono nella natura: incrociamo gazzelle, antilopi, giraffe, zebre, dik-dik e chi più ne ha più ne metta.
Per l’ora di pranzo giungiamo al lodge, una struttura provvista di ogni confort, con tanto di piscina, ristorante e camere con vista sulla sterminata savana. Proprio sotto di noi, inoltre, vediamo una pozza d’acqua dove una famiglia di elefanti si sta immergendo per abbeverarsi. Dopo esserci rifocillati riprendiamo il safari; Luca e Patrizia hanno già vissuto quest’esperienza, ma per me è la prima volta e non potrò mai dimenticare una così grande emozione.
Incontriamo moltissimi animali, un grosso elefante addirittura si arrabbia con noi e barrisce agitando la proboscide. Ugo approfitta dell’episodio per metterci in guardia: gli animali del parco possono rivelarsi molto pericolosi, anche quelli apparentemente più innocui. Ci esorta inoltre a non scendere mai dalla jeep, una belva pericolosa (come un leone) potrebbe nascondersi da qualche parte ed attaccarci all’improvviso. La guida non fa in tempo a finire questa raccomandazione, che uno pneumatico del nostro mezzo di trasporto si imbatte proprio nell’unico sasso acuminato di tutto il continente africano. Il danno è fatto, la gomma è bucata e dobbiamo fermarci per cambiarla. Il nostro Ugo, con una nonchalance proverbiale, ci dice di scendere dal veicolo per permettere all’autista di sostituire la gomma. E così, nonostante ci sia appena stato proibito di lasciare la jeep, io e i miei compagni di avventure ci troviamo a piedi nel bel mezzo della savana, terrorizzati e tremanti come dei Tesmed. Dieci minuti ci paiono sei giorni, ma alla fine la gomma viene cambiata e noi siamo pronti per ripartire. Prima che faccia buio avvistiamo ancora una coppia di leoni addormentati e un leopardo rannicchiato su un ramo. Torniamo al lodge e ci rilassiamo sorseggiando del succo di mango. È il capodanno più strano della mia vita; mentre i miei amici si abbuffano al cenone, io mi trovo nel bel mezzo del nulla assaggiando il Chapati, la piadina keniota. Stremati dalla lunga giornata aspettiamo a fatica la mezzanotte per farci gli auguri e poi, avendo la sveglia alle 5, corriamo subito a letto. Alle 00:15, quando in Italia probabilmente è stato appena aperto lo spumante, noi siamo già nel mondo dei sogni.
Non potrò mai dimenticare l’inizio di questo 2017, che ci riserverà ancora moltissime sorprese.

Continua…

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