Quando i problemi d’Oltralpe infrangono i diritti umani

I Mangiarane, ancora loro, i nostri cugini, si sono resi protagonisti in negativo per l’ennesimo episodio di arroganza coloniale. Alcuni agenti della gendarmeria doganale d’Oltralpe, forse non accorgendosi di non trovarsi in una loro provincia africana, si sono spinti ben oltre i loro poteri istituzionali per salvaguardare il loro sacro confine dalla minaccia “oscura” rappresentata dai migranti. Sconfinando sul territorio italico, hanno eseguito indagini giudiziarie, senza nessun permesso, all’interno della stazione di Bardonecchia (Italia), hanno raccolto materiale organico da un migrante (urina) e perquisito i locali dove opera una ONG la “RAINBOW4AFRICA”. Ancora una volta, gli operatori sociali delle ONG sono stati criminalizzati e trattati come delinquenti. Ora, lasciando le giustificazioni e il successivo imbarazzo diplomatico a chi ci governa e alla magistratura il compito di verificare se siano stati commessi reati come la violenza privata, la violazione di domicilio, l’abuso in atti d’ufficio e la perquisizione illegale, vorrei soffermarmi su alcuni temi fondamentali che sono alla base dell’Europa unita e più in generale delle Nazioni Unite. Come sapete, l’ ONU è un’organizzazione di cui fanno parte 193 stati del mondo, fondata nel giugno del 1945 sull’onda emotiva post guerra mondiale. I Paesi vincitori e vinti erano fermamente convinti che gli orrori appena vissuti non si sarebbero più dovuti ripetere per il bene dell’umanità intera. E’ con questo scopo che i 5 paesi vincitori, oggi membri del consiglio di sicurezza, Cina, Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Russia sono stati il collante di questo ambizioso progetto. Lo statuto dell’ONU si apre con queste esatte parole:

Noi, popoli delle Nazioni Unite,

decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella eguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grande e piccole, a creare le condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altri fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti, a promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà, ……….

Bene, credo che oggi si sia perso molto di quello spirito. Quella volontà di pace e prosperità sta nuovamente soccombendo sotto le forze dell’egoismo nazionalistico figlio della società dei consumi che, ahimè, ha ucciso e sta uccidendo sul nascere i sogni e le speranze dei cittadini, in particolar modo delle nuove generazioni. I “vecchi saggi” che ci governano dovrebbero sforzarsi quotidianamente per evitare che il dibattito politico non si limiti solamente ai temi della sicurezza e dell’odio xenofobo; a buttare benzina sul fuoco ci pensano già i vari “Bar dello Sport” e sarebbe bello che ci parlassero di lavoro, accesso al credito, sanità e istruzione pubblica. Dopotutto, la nostra società si basa sul concetto che gli uomini sono stati creati uguali e sono dotati di diritti inalienabili, tra i quali quello alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. E’, come minimo riduttivo indicare come male assoluto chi sta peggio di noi, i migranti, per farci credere che la nostra società sia in default a causa loro. In conclusione, speriamo di non finire come i nostri cugini, che a forza di mangiar rane si sono messi anche a saltare i confini nazionali e a pensare di essere superiori agli altri e al Diritto Internazionale e che il nostro Presidente Mattarella ci metta la testa, oltre che gli attributi, nel delicato incarico che riveste.

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