Scommesse nel calcio: da Paolo Rossi a Beppe Signori

Parli di scommesse e ti viene in mente il calcio scommesse. Uno scandalo che l’Italia ha conosciuto alla fine degli anni ‘70, ma che ha replicato altre 40 anni dopo. Diversi protagonisti di livello sono incappati nella rete, campioni che hanno subito squalifiche e processi sportivi. Potremmo citare Paolo Rossi e Beppe Signori, tanto per parlare dell’inizio e della fine (per ora).
E’ il torneo 1979/80 quando il Totonero si abbatte come una tempesta sulla serie A e sulla serie B. Giocatori e dirigenti truccavano le partite. Vengono coinvolte Avellino, Bologna, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Perugia, Pescara, Genoa, Lecce, Palermo, Pistoiese e Taranto. Solo il Pescara viene assolto nonostante il l’accusa avesse chiesto una penalizzazione. Il procuratore stesso assolve Genoa, Juve, Napoli, Lecce e Pistoiese. La bufera non fa prigionieri: il presidente della Figc, che era anche numero uno della Uefa, Artemio Franchi, rassegna le dimissioni. A tre mesi dalla fase finale dei campionati europei del 1980, ospitati proprio dall’Italia.
Entrarono sui campi di gioco la manette. Tra gli altri, Bruno Giordano, Lionello Manfredonia e Giuseppe Wilson (Lazio), Enrico Albertosi e Giorgio Morini (Milan). Ordini di comparizione per Paolo Rossi (Perugia), Giuseppe Dossena e Giuseppe Savoldi (Bologna), Oscar Damiani (Napoli). Le pene? Retrocessione in serie B per il Milan e per la Lazio, punti di penalizzazione nel torneo successivo per Bologna, Avellino e Perugia. Fu radiato il presidente del Milan, Felice Colombo. Così come Albertosi (poi squalificato per 4 anni) e Wilson (poi fermato per tre anni). Tre anni e sei mesi di squalifica per bomber Savoldi, 2 anni per Paolo Rossi, 3 anni e 6 mesi per Giordano e Manfredonia, 10 mesi per Giorgio Morini, 3 mesi per Damiani. Fu assolto Giancarlo Antognoni.
La vittoria dell’Italia ai Mondiali del 1982 porterà a un condono di due anni per Pellegrini, Cacciatori, Della Martira, Albertosi, Giordano, Wilson, Manfredonia, Petrini, Savoldi e Zecchini.
Sei anni dopo il calcio italiano ci ricasca: è il 1986. Il Totonero-bis. All’Udinese vennero comminati nove punti di penalizzazione da scontare l’anno successivo. Finirono sotto la scure della giustizia sportiva anche il Perugia (retrocessione in C2 con 2 punti di penalizzazione), il Vicenza (non ammesso alla serie A), la Lazio (-9 punti), il Cagliari (-5), il Palermo (-5) e la Triestina (-1 punto nel 1985/86 e -4 nel 1986/87). L’allenatore del Cagliari, Renzo Ulivieri, venne squalificato per 3 anni, quello del Perugia, Aldo Agroppi, per 4 mesi. Coinvolti anche il presidente dell’Ascoli, lo storico Costantino Rozzi (4 mesi di squalifica). Non ci sono, questa volta, nomi famosi tra i giocatori come nel 1980, ma citiamo Braghin, Gritti, Cerilli, Vinazzani, De Biasi e Chinellato.
Fino al 2011 pare tutto in ordine, quando scoppia un altro scandalo. Viene chiamato Calcioscommesse. Dopo i due gradi e il ricorso al Tnas, a pagare fu l’Atalanta (6 punti di penalizzazione in serie A), oltre a squadra di serie inferiori. Mediaticamente, lo scandalo ha visto in primo piano Beppe Signori, all’epoca allenatore professionisti di prima categoria, squalificato per 5 anni, più preclusione. Ricordiamo nomi che sono rimasti sui giornali per molto tempo: Paoloni, Quadrini, Sommese, Cristiani Doni (3 anni e mezzo di squalifica). L’inchiesta ha avuto un secondo filone: coinvolte Reggina e Novara. E un terzo, con la retrocessione del Lecce in Lega Pro Prima Divisione nel 2012/2013. Qui ci sono nomi eccellenti come quelli di Antonio Conte e Angelo Alessio, all’epoca dei fatti al Siena e che hanno scontato le squalifiche mentre erano alla Juventus in qualità di allenatore e secondo allenatore. Quarto, quinto, sesto e settimo filone di indagini meno spettacolari, un punto di penalizzazione anche al Bari.
Nel 2015, sono state serie B e categorie inferiori a venire scosse da un nuovo scandalo di partite truccate. ‘Dirty Soccer’, questo il nome dato all’inchiesta. Nel 2017, l’ultimo in ordine di tempo è il flusso di giocate sospette nella Coppa del Titano di San Marino.

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