Slot, carte e videopoker: un business da 88 miliardi di euro

Ci sono i giochi con vincite istantanee, le slot da bar, i casinò, il gioco d’azzardo online, le scommesse. Se una volta la ludopatia era data prevalentemente dal gioco delle carte e dal tavolo verde, oggi i canali per diventarne affetti sono tantissimi. L’industria mondiale, nel 2016, ha fatturato 450 miliardi di euro; chiaro che non guardi in faccia a niente e a nessuno.
In Italia, abbiamo raggiunto la rispettabilissima cifra di 88,2 miliardi. Negli ultimi 10 anni, a conferma di quello che dicevamo in apertura, la crescita è stata superiore al 50%: inarrestabile.

Tra il 2006 e il 2016, il numero delle giocate è salito del 256%. Sono 16 milioni gli italiani che hanno effettuato almeno una giocata, per una spesa netta di 17,7 miliardi di euro. Da solo, il gioco d’azzardo rappresenta il 4% del Prodotto interno lordo e il 10% della spesa per consumi privati. Sempre restando al 2016, al primo posto ci sono le slot (26 miliardi di fatturato), poi Vlt (22 miliardi), i giochi di carte (12), lotterie e gratta e vinci (9), lotto (7), giochi a base sportiva (6), scommesse virtuali e giochi di abilità a distanza (4), bingo (2).

Il gambling online, da solo, in 20 anni ha raggiunto un fatturato di 36 miliardi di euro; cifra che, entro il 2020, sarà più del doppio, ossia 66 miliardi di euro. Il gioco online vede coinvolti più di tre milioni di persone nel nostro Paese, di questi 642 mila sono quelli che giocano costantemente. La spesa media pro capite è di 50 euro. Tutti in crescita i settori: casino games +40%, scommesse sportive +25%. E’ calato soltanto il poker online, -18%. Nel 2015, i giocatori italiani hanno speso online 821 milioni di euro, +13% rispetto all’anno precedente.
Al primo posto per fatturato troviamo la Lombardia (14 miliardi di euro), poi Lazio (7 miliardi) e Campania (6). Da sole, queste tre regioni rappresentano più del 40% del mercato dei Giochi Pubblici.

Ma chi è il giocatore italiano per antonomasia? Ha tra i 24 e i 44 anni, è maschio e residente nel Centro-Sud (per i casinò saliamo tra i 25 e i 64 anni). Il 52% dice di giocare con l’intenzione di diventare ricco, il 19% appena per passare il tempo. Il 62% dei giocatori piazza le scommesse nei centri o nelle agenzie che sono presenti ormai in gran numero sul territorio, il 31% predilige scommettere online. Roma è la città con più slot per abitante, poi ecco Milano e Napoli.

La parola chiave ‘slot gratis online’ è la più ricercata su Google (110 mila richieste mensili). Chi gioca al casinò online lo fa nella maggior parte dei casi in modo responsabile, ma tra l’1 e il 2% della popolazione mondiale ha invece una vera e propria patologia. Ed è questo, naturalmente, l’argomento più delicato perché la dipendenza da gioco d’azzardo è in rapida crescita. Nella rete, purtroppo, cadono sempre più donne: quelle che accedono ai siti di casinò online sono oggi il 43 per cento del totale. C’è dunque ancora prevalenza di sesso maschile, ma a breve potremmo assistere alla parità e, forse, anche al sorpasso.

 

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