Domino

Soldi, regalie e favori per l’acquisto di macchinari particolarmente costosi. Così sono finiti nei guai i primari del Cto Pini e del Galeazzi di Milano in un nuovo scandalo del malaffare nel mondo della sanità. In tutto, sei persone sono state arrestate lo scorso 10 aprile in un vero e proprio blitz chiamato ‘Domino’.
C’è anche un imprenditore, Tommaso Brenicci, accusato di corruzione e tangenti proprio in relazione al presunto pagamento di tangenti per la vendita di presidi medico-sanitari. Poi i due medici, Giorgio Maria Calori (primario del Pini) e Carmine Cuciniello (direttore dell’unità operativa i ortopedia del Galeazzi), quindi Paola Navone (manager e direttore sanitario del Gaetano Pini) e Lorenzo Drago (direttore del laboratorio di analisi dell’ospedale di Milano Nord) , infine l’aiuto primario del Galeazzi, Carlo Luca Romanò (responsabile del centro di chirurgia ricostruttiva all’ospedale Galeazzi). La Regione Lombardia ha fatto sapere che si costituirà parte civile nel processo.
A sostegno delle tesi dell’accusa ci sono intercettazioni telefoniche. Ma lo scandalo lombardo non è solo tangenti e macchinari esosi. Pure assunzioni fin troppo facili, regali. Come quello che avrebbe ricevuto la moglie di Calori, una borsa di Louis Vuitton in cambio di favori su prodotti ortopedici. Ma tra i ‘regali’ figurerebbero pure una Maserata Ghibli e un cesto natalizio con champagne, fois gras e altri prodotti di gran lusso. La destinataria, in questo caso, sarebbe stata Paola Navone.
Probabilmente più grave, se sarà confermata, anche l’accusa di aver inventato alcune infezioni a carico di un paziente pur di poterlo operare.
L’inchiesta segue il filone della accuse contro il professor Norberto Confalonieri, arrestato nella scorsa primavera. Primario del Cto Gaetano Pini di Milano, era stato soprannominato dai giornalisti ‘il dottor spezzaosse’. Accusato di corruzione e di lesioni. Il prossimo 6 giugno inizierà il suo processo. Praticamente, così dicono le cronache dei giorni dell’arresto, Confalonieri si “allenava con i pazienti”, sperimentando le proprie ricerche nel campo ortopedico. Pur di agevolare due multinazionali e far salire il numero di protesi impiantate nel suo ospedale, il primario “avrebbe addirittura effettuato operazioni chirurgiche inutili a tre suoi pazienti che, successivamente, avevano riportato lesioni fisiche”. A una sua paziente di 78 anni, Confalonieri avrebbe fratturato il femore per “allenarsi”.

Rispondi