Fossale (Ordine dei Medici di Vercelli): “Professione utilizzata con concezione mercantile”

Piergiorgio Fossale è presidente dell’Ordine dei medici di Vercelli dal 1992. Osserva, commenta, si preoccupa ogni qualvolta si parla di malasanità in giro per l’Italia. L’inchiesta sulle tangenti milanesi non può lasciarlo naturalmente indifferente. “E’ difficile commentare, spero che come altre indagini sulla malasanità si sgonfi. Certo, se sono state decise delle misure cautelari, evidentemente qualcosa c’è”.
Non bisogna però fare di tutta l’erba un fascio: “La percezione della professione medica viene ‘macchiata da questi episodi quando poi ci sono migliaia di medici che lavorano con dedizione”. Aggiunge: “Si parla di regali, di materiali ortopedici, di protesi in cambio di favori. E ciò collide con il giuramento di Ippocrate. Se i medici milanesi saranno ritenuti colpevoli, sarà perché hanno utilizzato la professione con una concezione mercantile del lavoro”. Ma, “naturalmente parleremmo di responsabilità dei singoli, non della categoria”.
Attendere è la parola chiave: “Vediamo se ci sarà il rinvio a giudizio. Mi piacerebbe, in caso di assoluzione o di assoluzioni, che si desse la stessa enfasi alla notizia. Non dimentichiamo che più del 90 per cento delle accuse, quando si parla di malasanità, poi cadono. I procedimenti si chiudono con l’assoluzione degli imputati”.
Ci sarebbero pure le intercettazioni, però: “L’Ordine dei medici, in caso di colpevolezza, ha il diritto di radiare chi è coinvolto. Intanto, fin da quando viene avvertito dalla magistratura, l’Ordine sospende i medici, ma fino a quel momento no, anche se la notizia esce sui giornali. Non può però fare indagini separate, l’Ordine non fa il detective; usa le stesse carte che arrivano dalla magistratura”.
Piergiorgio Fossale si ferma qui: “Non si può dire se l’inchiesta si allargherà. Mi auguro di no. Perché succedono queste cose? Perché l’uomo ha sete di denaro e arriva anche a questo”. Ossia, secondo le notizie finora rese pubbliche, arriva a inventarsi addirittura un’infezione pur di favorire l’imprenditore ‘amico’.

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