intervista a Chiara

Chiara, 45 anni: “Tatuaggio? Perché deturpare il proprio corpo?
Non ha mai pensato di tatuarsi: “Neanche con uno piccolo”. E’ una delle italiane che non amano i tatuaggi, la 45enne Chiara: “Non mi piacciono per niente”. Né su di sé, né sugli altri. Intransigente, insomma, su questo punto. Spiega il perché: “Penso che un tatuaggio non renda più belli. Anzi, deturpi il tuo corpo, anche con quelli meno invasivi”.
Chiara non è convinta neanche di quelli che in qualche modo prendono le mosse dagli antichi guerrieri maori: “Quella è un’altra cultura e mi sembra più normale che loro se li facciano. Hanno un’altra funzione, servono ad altro”. C’è comunque, parzialmente, un’apertura: “Non mi dà fastidio vedere che qualcuno li ha, ognuno è libero di fare ciò che vuole. Ma penso sia una questione di gusto”.
Un altro punto a sfavore: “Il tatuaggio resta per sempre. E se uno, dopo un mese, già si è stancato? Puoi coprirlo, certo, ma così avrai pure un ulteriore scarabocchio sulla pelle. Poi, dai, a una certa età si è ridicoli con il tattoo. Se si accetta il proprio corpo e ci si piace, non serve. Ci sono tanti modi per esprimersi, diversi dal tatuaggio”. Scherza, Chiara: “Che beffa per chi si tatua il nome della fidanzata o della moglie, anzi dell’ex. Ce l’avrà sempre con sé. Lo può coprire, ma la sofferenza diventerà doppia e poi ti ricorderai in eterno che sotto c’era un’altra cosa, probabilmente non piacevole”.
Ammette, Chiara, che il suo partner non ha tatuaggi: “Se l’avesse avuto quando ci siamo conosciuti? Credo che ora non staremmo insieme”. E se capitasse a un figlio o un nipote di volerne uno? “Se potessi glielo impedirei, oppure lo dissuaderei se avesse più di 18 anni o fosse mio nipote. In ultima, lo accompagnerei io per accertarmi del posto e degli strumenti che verranno utilizzati dal tatuatore. Sono sterilizzati? L’artista è formato? Sarebbe il minimo evitargli un’infezione o peggio”.
Ancora l’ironia per chiudere: “Sapete cosa penso quando vedo un bel ragazzo o una bella ragazza con tatuaggi? Peccato, sarebbero stati belli senza”.

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