Malasanità

Nonostante gli interventi legislativi degli ultimi anni volti a combattere la corruzione e l’illegalità nella pubblica amministrazione, si sta assistendo ad una sempre più massiccia diffusione sul territorio nazionale di “consuetudini” corruttive.
Lo scandalo di pochi giorni fa’ relativo agli Istituti Ortopedici Cto – Pini e Galeazzi confermano tale andamento.
Purtroppo, al contrario rispetto a quanto molti hanno sostenuto, tale fenomeno criminale trova terreno fertile nel quale svilupparsi anche al nord e anche in strutture che apparentemente funzionano in modo esemplare.
Ma quando si configura la corruzione? Il Codice Penale italiano punisce diverse ipotesi di corruzione che sono tutte caratterizzate dall’accordo tra un pubblico ufficiale o un incaricato di un pubblico servizio e un privato avente ad oggetto il compimento da parte del funzionario pubblico di un atto: un atto del suo ufficio, l’esercizio delle funzioni o dei poteri, un atto contrario ai doveri del suo ufficio o il mancato compimento di un atto del suo ufficio. Viene dunque punita la stipulazione di un contratto che è illecito in quanto le funzioni pubbliche non sono commerciabili. Con tale disciplina si vuole infatti tutelare beni giuridici di fondamentale rilevanza: il prestigio della pubblica amministrazione, ma soprattutto il suo regolare funzionamento.
Nell’indagine di cui tanto si sente parlare in questi giorni, l’accusa rivolta a quattro medici, al diretto sanitario dell’istituto Pini e a un imprenditore è proprio quella di corruzione e, in particolare, la compravendita di presidi medico-sanitari in cambio di denaro o altre utilità quali borse di lusso, inviti a determinati convegni o ricchi cesti natalizi. Già l’anno scorso in questo periodo erano state avviate indagini simili che avevano portato all’arresto del primario dell’ospedale Pini con la medesima accusa. In particolare il primario è stato accusato di aver effettuato operazioni chirurgiche non necessarie causando lesioni fisiche volte esclusivamente a favorire due società e ad aumentare il numero di protesi impiantate nella sua struttura.
Alla luce di tali fatti bisogna tuttavia segnalare l’immediata reazione del governatore della Regione Lombardia che da un lato ha annunciato di volersi costituirsi parte civile nel processo penale che verrà instaurato e dall’altro ha assicurato una legge per razionalizzare i controlli anticorruzione portando da tre a uno gli attuali enti esistenti.
Vedremo dunque se alle parole corrisponderanno effettivamente misure in grado quantomeno di ridurre l’espansione di tali prassi.

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