Salute e tatuaggi

Salute e tatuaggi: tutto frutto di una scelta responsabile. Quante volte dopo una serata “brava” è capitato a qualcuno di sentirsi lanciare l’idea folle di farsi un tatuaggio per ricordare la serata memorabile? Molti, poi, al risveglio si sono ritrovati tatuati sulla pelle disegni di dubbio gusto o peggio ancora ha riscontrato danni alla pelle. Ecco perchè è importante affidarsi ai professionisti certificati e utilizzare il buon senso. Dietro ad un vezzo estetico si può nascondere in agguato una patologia più o meno grave. Innanzitutto occorre conoscere la propria pelle: i soggetti affetti da psoriasi o malattie della pelle devono pensarci due volte per non aggravare la propria situazione ad esempio. Difficile potrebbe essere anche la prevenzione di melanomi alla pelle in casi di disegni troppo estesi, quindi è bene scegliere con cura la zona da trattare. Ultimamente aveva fatto scalpore, terrorizzando il settore, la scoperta pubblicata su Scientific Reports in cui era riportato che alcuni tatuaggi potrebbero liberare nel sangue minuscole particelle responsabili di un rigonfiamento cronico dei linfonodi. La questione è stata approfondita da un team di scienziati tedeschi e dell’Esrf, il Sincrotrone europeo di Grenoble (Francia), in uno studio pubblicato su Nature. Quello che non era mai stato evidente è che l’inchiostro dei “tattoo” non resta inerte nell’angolo della pelle decorato: gli elementi che lo compongono si staccano e viaggiano all’interno del corpo in forma di micro e nanoparticelle, fino ai linfonodi. Quindi oltre all’accuratezza del cercare centri specializzati che seguano le norme di sicurezza per quanto riguarda gli aghi, bisognerebbe informarsi sula composizione chimica degli inchiostri. Ora c’è da precisare che non tutti gli inchiostri sono dannosi: quelli pericolosi sarebbero composti da un pigmento bianco normalmente applicato per creare alcune tonalità: oltre al nero «carbon black», è il biossido di titanio (TiO2) il secondo ingrediente più comune utilizzato negli inchiostri per tattoo , un pigmento bianco normalmente applicato per creare alcune tonalità, mescolato con coloranti. Viene anche comunemente usato negli additivi alimentari, negli schermi solari, nelle vernici. La guarigione ritardata, insieme all’elevazione della pelle e al prurito, è spesso associata a tatuaggi bianchi, e all’effetto dell’uso di TiO2. La maggior parte di questi inchiostri, infatti, è a base di pigmenti organici, ma contiene anche sostanze nocive come il nichel, il cromo, il cobalto o il biossido di titanio. Quanto un accumulo di queste particelle possa essere pericoloso per la salute umana è difficile a dirsi al momento. Lo studio è solo all’inizio. L’idea, però, di accertarsi della composizione chimica dei colori, anche negli studi professionali più accreditati, è una buona indicazione da tenere sempre a mente.

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