Qua la zampa: Biondo, il trovatello oggi adottato

Alimentazione, cure, consigli utili. E ancora: educazione, giochi, storie. Tutto ciò che riguarda uno dei mondi più belli: quello degli animali. Non sempre è facile capire cosa fare, come fare. Si pensa di sapere ma si rischia di sbagliare.
È per questo che insieme a Katia – educatrice dell’allevamento Oasi Luna Rossa di Villarboit – che curerà la rubrica “Qua la zampa”, scopriremo segreti e metodi per migliorare il rapporto con l’amico più fedele che abbiamo: il nostro cane. Condividete con noi le vostre storie,
scriveteci a redazione@il-cosmo.com

È una storia d’amore quella di Biondo, un meticcio che proprio grazie all’amore umano è tornato a vivere serenamente e in sintonia con i suoi simili. Ed è, soprattutto, una storia che insegna: perché ci racconta di quanto sbagli a volte l’uomo ad avere la presunzione di sapere come sta, cosa pensa e di cosa necessita un cane anche prima di fermarsi a osservarlo.
Biondo arriva all’Oasi Luna Rossa di Villarboit (Vc) dopo un lungo periodo di esistenza per la strada. Si riparava sotto le automobili e non ci è dato sapere cosa abbia visto, sentito e vissuto. Ed è proprio qui che ci si deve soffermare: perché le cose che osservano gli occhi di un cane, non sempre sono le cose che osservano gli occhi di un uomo. Ecco perché non è possibile pretendere di conoscere la verità celata in fondo al cuore di un animale.
Biondo, quindi, giunge in struttura per un lavoro di riabilitazione alla quotidianità: attraverso il lavoro costante e attento dei volontari di Luna Rossa viene smentito subito quanto era stato detto nel momento in cui il meticcio è arrivato, cioè che fosse un cane abituato a stare in compagnia dei suoi simili proprio per il suo lungo trascorso in strada. Niente di più falso. Biondo quando arriva a Villarboit è infatti spaventato. Non appena incontra gli altri cani ospiti, ringhia. Non sa comunicare le sue esigenze, le sue difficoltà. È visibilmente preda di un disagio che va curato. E c’è solo una terapia per questo tipo di sofferenze: l’amore, appunto. Un impegno perenne vede gli educatori della struttura seguire Biondo passo dopo passo, aiutarlo a rientrare in contatto con i suoi simili a conoscere una nuova dimensione della vita. E ci si riesce: il quattrozampe inizia ad annusarsi intorno, a esplorare una realtà per lui sconosciuta, a godere di piccoli piaceri di cui prima nemmeno sapeva l’esistenza come l’opportunità di poter stare al caldo di una stufetta. E basta guardarlo, mentre inizia a capire che un altro tipo di vita è possibile: perché a lui, come a tutto il mondo animale, basta poco per mostrare di star assorbendo serenità.
Oggi Biondo è stato adottato. Ma non solo. Oggi Biondo sa comunicare i suoi bisogni, sa interfacciarsi con i suoi compagni di gioco e di esperienze. È, molto più semplicemente, felice.
Ma soprattutto, Biondo ci dà il grande insegnamento dell’umiltà: pretendere di conoscere a priori le urgenze – fisiche ed emozionali – di un cagnolino, significa porsi su un livello di conoscenza superiore che erroneamente pensiamo di possedere. È necessario, piuttosto, soffermarsi a osservare, in silenzio, esattamente come fa un cane. Perché, come scritto su ‘Il Piccolo Principe’ (il famoso libro di Saint-Exupéry), “l’essenziale è invisibile agli occhi: non si vede bene che col cuore”.

Rispondi