AssoVegan: vent’anni per la salute dell’uomo e della Terra

In un mondo in continua evoluzione culturale e industriale diventa difficile capire cosa faccia bene a noi e all’ambiente che ci circonda. Una delle scelte che senza dubbio sta prendendo piede anno dopo anno è quella vegana. Non una semplice “dieta”, ma un intero sistema si cela dietro alla parola “vegano”, vista sempre con un pochino di sospetto e alienazione. VEGANOK è un network che utilizzando diversi canali e forme si impegna nella diffusione della scelta vegana per la salute dell’uomo e degli animali, oltre che per la sostenibilità naturale ed economica della Terra. Renata Balducci è la presidente di AssoVegan, Associazione Vegani Italiani e tra i fondatori di VEGANOK Network e ci spiega che cos’è VEGANOK e perchè scegliere uno stile di vita vegano.

Quali sono in breve le tappe di VEGANOK Network?
Più di 20 anni fa è nato il sito Promiseland.it, una testata che all’epoca cercava di parlare di veganesimo in modo molto cauto, perchè in quegli anni era difficile farsi capire. Con il passare del tempo è poi arrivato anche VEGANOK la prima ed unica certificazione etica per prodotti Vegan nata in Italia. La conoscenza approfondita di ogni aspetto della scelta Vegan e di tutto ciò che riguarda il rispetto della vita di ogni essere vivente, caratterizza il nostro operato da quasi vent’anni. VEGANOK, nasce tra il 2009 e il 2010 ed è il più diffuso standard etico al mondo con oltre 1000 realtà certificate tra aziende e servizi e decine di migliaia di prodotti sia in Italia che all’estero. Gratuitamente, VEGANOK rilascia le certificazioni a case editrici, ristoranti, gelaterie e a tante altre realtà presenti nella vita quotidiana. Molte sono le attività che si sono svolte e che si svolgono: nel 2007 nasce il Veganblog, una tra le più grandi community di ricette vegane esistenti. Nel 2012 abbiamo fondato AssoVegan, la onlus che si occupa attraverso vari comitati della divulgazione e del sostegno della scelta vegana, anche con Festival e informazione Tv come ad esempio quella condotta da Massimiliano Diaco presidente di Alimentiamo la salute nel format VEGANOK Alimentiamo la Salute” in onda sul digitale terrestre, che raccoglie le molte testimonianze positive sullo stile di vita vegano.

 

Quali sono e a che cosa servono i Comitati all’interno di AssoVegan?
I diversi Comitati all’interno dell’Associazione hanno la funzione di aiutare chiunque voglia avvicinarsi alla scelta vegana o chi vegano lo sia già, in tutti gli ambiti della vita. Al Comitato scientifico si sono aggiunte tante figure professionali che danno supporto ai vegani che hanno necessità di confrontarsi con medici, nutrizionisti e altre figure che magari nella vita quotidiana non possono dare il giusto sostegno, non conoscendo lo stile di vita vegano. I professionisti dell’Associazione capiscono la posizione di chi si rivolge a loro. Anche se il mondo sta diventando sempre più consapevole: per mia esperienza personale, quando mi è capitato di dover stare in ospedale ho trovato persone che hanno preparato una colazione apposta per me e il medico che mi aveva in cura, non vegano, aveva già riscontrato in me un’ottima alimentazione. Anche il Comitato legale è importante. Infatti fornisce aiuto, ad esempio ai genitori che hanno problemi negli asili e nelle scuole. Il Comitato sportivo invece è composto da atleti professionisti e non che testimoniano che tutto è possibile se viene fatto in maniera coscienziosa e responsabile. La scelta vegana deve essere supportata ed aiutata. Abbiamo anche un Comitato artistico per esprimere attraverso l’arte una comunicazione diversa che aiuta a comprendere.

Oltre al supporto di chi vuole intraprendere uno stile di vita vegano, quali sono gli obiettivi dell’Associazione?

AssoVeg vuole essere veramente una onlus, non raccogliamo mai soldi, anzi aiutiamo le altre associazioni che si impegnano in prima linea. Non accettiamo il 5 X1000 e facciamo raccolte fondi sempre per altri enti per essere d’aiuto alle persone e agli animali.

 

E’ quindi errata la considerazione comune che lo stile di vita vegano tuteli prima gli animali poi le persone?
È molto importante precisare una cosa: non pensiamo solo al bene degli animali. La scelta vegana è una scelta virtuosa. Certo partiamo dal presupposto che gli animali sono vita e non cibo, ma ha la massima importanza anche l’uomo, e tutta la Terra. Per quanto riguarda la salute dell’uomo, una dieta vegana è ben bilanciata se fatta correttamente e porta benefici in generale e anche nella cura di patologie. Vivere in maniera responsabile verso tutte le forme di vita mette in moto un circolo virtuoso che porterà benefici sempre e comunque all’uomo: se vengono impiegati meno animali, ne vengono risparmiati di più. Nel tempo territori possono essere reimpiegati, risparmiando sulla produzione di mangime, e possono essere reindirizzati verso altre colture, per fare prodotto ad esempio per le popolazioni più povere che muoiono di fame, producendo più cereali. Anche il consumo dell’acqua subirebbe un riequilibrio. Con tanta acqua e cereali a disposizione si potrebbero saziare moltissime vite umane. È un effetto domino che parte e finisce con l’uomo: il livello di inquinamento degli allevamenti intensivi è altissimo, ma una riconversione ha sempre fatto parte dell’esistenza dell’uomo sul pianeta. Inoltre, ciò porterebbe a nuove opportunità di lavoro. Bisogna essere coesi e pronti, dobbiamo essere un tutt’uno con Madre Terra, per il futuro delle generazioni che verranno.

 

La scelta vegana è quindi una scelta consapevole a tutela del futuro?
Nel 2050 è previsto che l’acqua scarseggerà e moriremo di conseguenza di fame. La scelta vegana è la scelta per la vita umana e animale. L’estremismo è sbagliato. Bisogna pensare in modo etico, aiutando le persone che devono essere aiutate, anche se non sono vegane. Non si deve aggredire, ma aprire un dialogo. Spesso la gente non capisce che pensiamo in modo virtuoso per tutti, non solo gli animali. Non cerchiamo di spiegare sempre in modo tranquillo l’etica di qualsiasi scelta, applicando la non violenza. Il nostro dovere è quello di dimostrare la compassione e l’attenzione ad ogni forma di vita che va tutelata.

 

In 20 anni il dialogo è diventato più semplice?
Il vegano è integrato nella società, è una persona normale con una professione e una vita normale. Non è un matto che fa saltare le cose. Può essere vegano una qualsiasi persona vicino a noi: un medico, un cuoco, un avvocato, non è al di fuori della società, un folle. È solo una persona che ha avuto la fortuna di raggiungere un certo grado di coscienza.

Quando un prodotto è VEGANOK ?
Essendo uno standard di livello internazionale, è un terreno che non si basa solo sul prodotto, ma anche sulla produzione. Si deve andare oltre all’apparenza, perchè ci sono valori fondamentali nella scelta etica vegana, che vanno al di là degli ingredienti. Ad esempio si deve valutare se un’azienda applica la vivisezione o i maltrattamenti sugli animali. L’apparenza inganna e bisogna lavorare sempre in profondità, per step. Un caso tipo è quello dell’olio di palma: più che avere un’impatto sulla salute attraverso la sua assunzione, la sua produzione porta alla deforestazione di enormi zone verdi con il conseguente massacro di oranghi e la distruzione di interi villaggi di tribù locali, che a volte segna la sparizione dell’uomo stesso.

 

Obiettivo dialogo: come comportarsi con chi non è vegano?
Noi partiamo dal motivo etico, che è supportato da quello scientifico. Quello che non è etico lo si sa: non bisogna contaminare ciò che non è solo proprio ma di tutti. È bello sentirsi così vicino al rispetto di tutti con tutto. Non siamo migliori rispetto ai non vegani. Noi andiamo verso il buono ma non bisogna mai incriminare coloro che non scelgono la via vegana. Noi non ci sentiamo mai meglio degli altri, ma sempre e solo meglio del “me stesso” che eravamo prima. Personalmente sono vegana da una ventina di anni e non mi sono mai sentita assassina quando mangiavo carne e non si possono definire assassini gli altri che non hanno scelto il vegano. Ci deve essere sempre apertura, tolleranza e disponibilità. Il confronto con gli onnivori è fondamentale per diffondere e far conoscere questa scelta, altrimenti non avrebbe senso fare divulgazione ed incontri tra di noi già vegani. Non bisogna lasciare corridoi bui e chi si impegna, chi è nel nostro gruppo, lo fa per passione.

 

di Deborah Villarboito

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