Attenzione ai facili allarmismi da social

I Social Network sono uno degli strumenti maggiormente utilizzati nei casi di sensibilizzazione su un dato argomento. Tra questi, uno dei temi più affrontati è il mondo degli animali: sono tanti, infatti, i post pubblicati che appaiono come una “denuncia” sociale di maltrattamenti, abbandoni. Ma anche articoli inerenti a consigli e suggerimenti pratici per poter far star bene il nostro quattro zampe. C’è, però, un rischio in cui bisogna stare attenti a non incorrere: quello del creare falso allarmismo, il cosiddetto “terrorismo da Social”. Su Facebook, infatti, si è liberi di scrivere ciò che si vuole (senza dimenticare che si può comunque incorrere in problemi di natura legale) e questo è una delle principali cause della disinformazione che corre veloce sulla piattaforma blu.

Un episodio che riguarda proprio i rischi della disinformazione è successo proprio agli educatori dell’Oasi Luna Rossa di Villarboit: insieme ai cani di cui si prendono cura, si trovavano a uno sgambatoio. Come da regola, indossavano la “divisa” da lavoro, ovvero la tuta con i loghi dell’Oasi Luna Rossa in vista. Non è bastato, però, a far partire una catena di allarmismi su Facebook, dove è stato scritto che “alcune persone stavano portando via dei cani”. Sono state, inoltre, coinvolte le Forze dell’Ordine che, però, hanno potuto immediatamente accertarsi dell’inesattezza dell’avvertimento vista la conoscenza diretta degli educatori in questione, con i quali è bastata una telefonata.

«Mi preme sottolineare che bisogna fare molta attenzione a ciò che si scrive sui Social quando si vuole fare una segnalazione. Sono pienamente favorevole all’utilizzo di Facebook per sensibilizzare su determinati argomenti – dice Katia Gallo, educatrice dell’Oasi Luna Rossa – e sono consapevole dell’aiuto che un Social Network possa dare in casi di cani in difficoltà, abbandonati o maltrattati. È fondamentale però prima accertarsi delle notizie che si stanno per dare: è bene, piuttosto, cercare il confronto con qualche persona in più che potrebbe confermare o meno la cosa e solo dopo agire: le Forze dell’Ordine, innanzitutto, e poi anche noi dell’Oasi Luna Rossa, a supporto, possiamo dare una mano nel capire cosa sta succedendo. Le conseguenze della disinformazione possono essere gravi sia per quanto riguarda le condizioni dell’animale sia per la tutela delle persone che si vedono coinvolte ingiustamente e che si vedono, così, screditate senza aver commesso nulla. Sui temi legati al mondo animale si legge e si vede di tutto: a volte capita anche che vengano condivisi video e fotografie di maltrattamenti, senza prima pensare che potrebbero sia urtare la sensibilità di qualcuno sia, peggio ancora, creare fenomeno di emulazione».

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