Diario di bordo: l’Anello d’Oro

Se decidete di recarvi in Russia, potreste considerare l’idea di visitare l’Anello d’Oro, un gruppo di incantevoli città storiche situate a nord di Mosca, dove tra il XII e il XVIII secolo sono sbocciate la storia e la cultura di questo Paese. Io ed alcuni dei miei compagni universitari stiamo studiando la lingua e ci troviamo in Russia da due mesi, perciò non possiamo non visitare alcune tra le città più affascinanti dell’Anello. Un consiglio: se volete intraprendere questo viaggio imparate le espressioni base, la lingua è un ostacolo non facilmente sormontabile e i russi non parlano inglese. Sbagliare è facilissimo: a noi capita di aver bisogno di un cucchiaio (lozhka), ma di ordinare un cavallo (loshad). Iniziamo il nostro tour dell’Anello d’Oro prendendo un autobus da Mosca; Effettuiamo la prima tappa nella città di Vladimir, sede di alcune delle costruzioni più importanti di tutta la Russia. Questa bellissima città a circa tre ore da Mosca vanta infatti il maggior numero di monumenti in pietra bianca del XII secolo, facenti parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco. Ammiriamo la Porta d’oro (anticamente usata come torre difensiva), la piccola Cattedrale di San Demetrio e quella imponente della Dormizione, dal tetto d’oro, dove oggi vengono conservate le icone realizzate dal monaco, pittore e santo Andrei Rublev. La nostra guida russa ci sta sicuramente dicendo qualcosa che sarebbe estremamente interessante riportare in questa sede, ma il suo alito pestilenziale ci costringe a tenerci a distanza di sicurezza e non riusciamo a sentire metà della spiegazione. Dopo un pranzo così terribile da essere completamente sparito dalla mia memoria, durante il pomeriggio ci spostiamo a Bogolyubovo, un insediamento alla foce del fiume Nerl. Secondo la leggenda la città venne costruita per volontà della Vergine Maria, apparsa in sogno al principe Andrei Bogolyubsky, che fece di questo luogo la sua residenza. Passeggiamo venti minuti nel bel mezzo della steppa innevata e, con un talento che Carolina Kostner ci fa un baffo, attraversiamo un lago ghiacciato per raggiungere la Chiesa dell’intercessione del Nerl, piccola e modesta, eppure stupenda. Il secondo monumento più importante di Bogolyubovo è il Santo Monastero con le sue meravigliose cupole blu elettrico, messe in risalto dalle pareti bianche come la neve.
Torniamo a Vladimir in serata per cenare e trascorrere la notte, poi il giorno successivo ripartiamo e ci spostiamo a Suzdal. In questa piccola città si sono conservati intatti l’antico monastero ed alcune interessanti costruzioni di legno del XVIII secolo, luoghi magici dove si può percepire l’anima dello spirito russo. Nella Piazza del Mercato i visitatori possono acquistare oggetti di artigianato tradizionale realizzati da artisti locali, per poi visitare l’antico Cremlino e sentirsi catapultati a ritroso nel tempo.
Saliti nuovamente sull’autobus ci avviamo verso l’ultima meta, Nizhny Novgorod, la quinta città più popolosa del paese, vicino alla quale scorre il fiume Volga, il più lungo della Russia Europea. Durante il tragitto inizia a nevicare molto forte e rischiamo di rimanere bloccati nella bufera.
Quando stremati giungiamo a destinazione è già quasi buio. Visitiamo subito quello che è il cuore della città: il Cremlino con la sua cinta muraria in mattoni rossi. Siamo fradici a causa della neve, stanchi morti e tremanti, ma il fiato mefitico della guida anche a -18 non ci dà tregua. Dal Cremlino, se solo la tempesta non infuriasse, si godrebbe di una vista mozzafiato sulla città. Continuiamo visitando la Chiesa della Natività degli Stroganov, esempio di Barocco russo, con uno dei campanili un po’ pendente e perciò paragonato alla nostra Torre di Pisa. Purtroppo la tempesta di neve incalza e la gita viene rovinata dal gelo tagliente, che azzera la voglia di muoversi a piedi. Se adesso osservo le foto di Nizhny Novgorod durante la stagione estiva quasi non la riconosco: i verdissimi giardini durante la mia visita a dicembre sono coperti dalla neve e il Volga, oggi ghiacciato e quasi invisibile, scorre impetuoso.
Concludiamo la giornata con una cenetta a base di aneto, una pianta aromatica con cui i russi amano guastare ogni pietanza, e trascorriamo l’ultima sera del nostro viaggio lungo l’Anello d’Oro in un albergo dalla moquette orrendamente inzaccherata.

Stando in Russia si ha la sensazione di essere in un mondo estremamente lontano dal nostro, affascinante e misterioso. Si tratta di un’avventura emozionante da intraprendere con la giusta dose di entusiasmo, coraggio e… mentine !

Do svidania!

 

di Samantha Betti

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