Farmacia Genovesi: punto di riferimento per i celiaci

C’era una volta un tempo in cui le farmacie erano i luoghi deputati alla vendita dei prodotti per celiaci, ossia senza glutine. Poi, con la liberalizzazione, cibi di tutti i tipi hanno invaso pure le corsie dei supermercati e dei centri commerciali. Oggi c’è solo l’imbarazzo della scelta. Le farmacie, però, restano punto di riferimento. Come quella di Otricoli, in provincia di Terni, dove c’è la farmacia di proprietà di Marcello Genovesi.
Proprio lui ci spiega com’è la situazione oggi: “A dire il vero, qui ho pochi pazienti. Ma il motivo si spiega facilmente: nelle zone rurali si mangia meglio, i cibi sono meno raffinati”. Di conseguenza, è più difficile che insorgano intolleranze o allergie di qualche tipo.
Il meccanismo per un celiaco è semplice: “Da quando questa è stata riconosciuta ufficialmente come una malattia dal Servizio sanitario nazionale, chi ne soffre gode di una copertura di spesa mensile, con cui può acquistare in farmacia i prodotti che gli servono”. Il dottor Genovesi non critica comunque la liberalizzazione: “Credo che alla fine sia giusto venderli anche nella grande distribuzione, le multinazionali vendono anche nelle grandi catene”. E le multinazionali hanno ormai invaso questo settore, che prima era di nicchia. La celiachia è oggi una patologia conosciutissima: “Io penso che l’aumento di persone che ne soffrono dipenda proprio dagli alimenti più raffinati. Il nostro organismo è meno pronto alle aggressioni esterne. Poi, non dimentichiamo che la celiachia è spesso una malattia silente, quando ce ne accorgiamo l’intestino è già in forte crisi”.
Una svolta potrebbe essere rappresentata a breve dalla pillola di Fasano, che potrebbe permettere anche a chi è intollerante al glutine di mangiare normalmente. Dal punto di vista della ricerca, siamo davvero all’ultimo preparato: si tratta di una pastiglia da assumere prima dei pasti, in grado di fermare l’effetto tossico del glutine. Ma prima di 2-3 anni difficilmente questo farmaco sarà in commercio. Certo, per tutte le grandi aziende che si sono buttate a capofitto nel business dei prodotti gluten-free questa potrebbe essere una mazzata. Ma dal punto di vista della medicina, potrebbe essere un traguardo assolutamente unico.

di Alessandro Pignatelli

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