Il 25 aprile si festeggia la Liberazione: una data da ricordare nel profondo

Ricordiamo ancora la Liberazione. Il 25 aprile arriva puntuale ogni anno a ricordarci una stagione di veglia dei cittadini italiani: dopo un ventennio di dittatura, dopo la tragedia nazista, una buona fetta di popolazione italiana si è svegliata e ha riconquistato la libertà che gli spettava di diritto, con fatica, sacrificio e la forza di volontà che ci contraddistingue.
Nessuno oggi può toccare la nostra Libertà, è inviolabile a meno che non siamo noi a decidere di regalarla. Forse però oggi, in un mondo di ragazzini che “bullizzano” i propri insegnanti, e le relazioni si costruiscono solo attraverso uno schermo, dovremmo recuperare il valore del sacrificio che ci ha permesso di vivere godendo di diritti considerati inviolabili. Succede spesso nel nostro contesto di dimenticarci che valore abbia lo sforzo, la fatica di raggiungere un privilegio di diritto.
Fermarsi un momento, almeno una volta l’anno, a pensare e chissà magari anche a faticare per raggiungere uno scopo, una meta, ci dà modo di ritornare umani. Perché ritornando alla Liberazione, di umanità parliamo. Una volta l’anno un ormai sparuto gruppo di autorità si riunisce a ricordare, accompagnato ogni anno da meno seguito e più personaggi dubbiosi: nei piccoli centri sono sempre meno coloro che si spingono fuori di casa in un giorno di festa per celebrare la Liberazione; allo stesso modo aumentano costantemente coloro che non festeggiano per principio, per il principio secondo cui, per la precisione, la Liberazione non sia motivo di giubilo ma di biasimo. E’ in crescita, come già evidenziato in altre nostre edizioni, il popolo dei nostalgici del ventennio, che sputa senza ritegno sulla libertà conquistata.
E’ chiaro quindi che la percentuale di coloro che ancora ricordano e celebrano il 25 aprile sia in costante diminuzione, sotto silenzio o quasi. Questo giorno è sicuramente un’ottima occasione per riposarsi, magari fare un salto al mare, ma nulla più. La memoria storica dei nostri cittadini è labile, il pericolo di commettere ancora gli errori del passato è alto. Sta alle Istituzioni il compito di educare i cittadini al ricordo, al rispetto per coloro che hanno dato la vita per conquistare la libertà di cui oggi godiamo. Sta invece al cittadino utilizzare la propria libertà per il bene comune: libertà significa molte cose, ma più di tutto la libertà conquistata il 25 aprile, per dirla con il maestro Giorgio Gaber, è partecipazione. Un mondo di idee e considerazioni è nato da questo principio, ovvero la convinzione che rinunciando tutti ad una piccola parte della propria libertà di diritto in favore del Bene Comune, perseguiamo l’ideale di una società più egualitaria, più giusta. Proviamoci almeno, è gratis.

 

di Federico Bodo

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